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Il bilancio ok, lo strappo ricucito

Il bilancio ok, lo strappo ricucito

Gli esponenti renziani di Larciano rientrano nei ranghi dopo le critiche ai conti

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LARCIANO. Rientra lo “strappo” in maggioranza, naturalmente di centrosinistra.

Nel consiglio comunale di lunedì sera, con una votazione all'unanimità, sono stati approvati gli importanti ordini del giorno sul tavolo della riunione: il bilancio di previsione 2013, la Tares, l'Imu e tutti i costi dei servizi a domanda individuale.

Si smentiscono così le voci di crisi nel Pd, venute a galla nei giorni scorsi con alcune prese di posizione dei consiglieri in quota renziana, che erano intervenuti proprio sulla questione del bilancio. «Non poteva andare diversamente visto che questo bilancio è il risultato di un lavoro condiviso del gruppo negli ultimi mesi ed era stato inviato ai capigruppo consiliari già ai primi di agosto senza che nessuno avanzasse alcuna osservazione » spiega il sindaco Antonio Pappalardo.

Rinviata invece al giudizio della commissione specifica la mozione riferita sempre al bilancio partecipato presentata dal gruppo di minoranza “Alternativa per Larciano”, nella quale si sosteneva la perdita di importanza e lo scarso numero di convocazioni del consiglio comunale, tema che aveva sollevato un'ulteriore polemica politica in paese.

«Il capogruppo di Alternativa ed ex candidato a sindaco Alessandro Fagni -continua Pappalardo- non solo non partecipa quasi mai alle commissioni consiliari, ma su 12 consigli comunali è stato presente soltanto 3 volte.

«Invito Fagni a partecipare più assiduamente portando rispetto alla fiducia che i cittadini hanno riposto in lui votandolo. Altrimenti consiglio le dimissioni, così da lasciare il posto a chi desidera impegnarsi a favore della propria comunità».

Chiude il primo cittadino di Larciano: «Soprattutto in tempi difficili come questi la politica deve essere la prima a dare l'esempio riconoscendo autorevolezza alle istituzioni e rispetto per gli elettori, che con il voto hanno riposto fiducia negli eletti che devono con il loro impegno dimostrare di lavorare nell'interesse della comunità. Le differenze in politica d'ora innanzi non saranno di schieramento politico ma tra coloro che hanno a cuore il bene comune e coloro invece che perseguono interessi personali. Il sottoscritto, con tutti i limiti che ognuno ha e la consapevolezza che si può sempre migliorare, sarà sempre e comunque dalla parte di chi ama il proprio paese. Il resto lo lascio a coloro che ambiscono semplicemente a una poltrona o a uno stipendio».

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