Violenza sessuale, pensionato davanti al giudice di Pistoia
L’uomo è stato arrestato sabato dai carabinieri con l’accusa di aver abusato di una bambina in una cantina di Pescia. Ritenuto credibile dagli investigatori il racconto della giovanissima vittima
PESCIA. Lo aveva confidato al fratellino, e poi ai genitori. E dopo l’intervento dei carabinieri e della procura, lo aveva ripetuto anche allo psicologo infantile nominato come consulente tecnico dal pm: quel vicino di casa l’aveva convinta a seguirlo nella cantina condominiale, dove lui riparava biciclette, e lì le aveva baciato le parti intime. Un racconto giudicato perfettamente credibile dal perito e dalla procura della Repubblica, e in base al quale il gip del tribunale ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare che, sabato scorso, ha portato in carcere con l’accusa di violenza sessuale un pesciatino di 65 anni.
Questa mattina il giudice delle indagini preliminari che ha emesso il provvedimento restrittivo sottoporrà l’uomo all’interrogatorio di garanzia nella casa circondariale di Santa Caterina in Brana, a Pistoia, per ascoltare, se non si avvarrà della facoltà di non rispondere, la sua versione dei fatti.
Oltre al racconto della giovanissima vittima (che ha quasi dieci anni), l’ordinanza cautelare si basa anche su altri indizi probatori, tra cui la testimonianza di alcuni genitori che abitano nello stesso condominio: in precedenza avevano notato atteggiamenti particolarmente affettuosi dell’uomo nei confronti dei loro figli ma non avevano mai avuto certezze sul fatto che potessero significare qualcos’altro. Fatto sta che sabato mattina l’uomo è stato arrestato dai carabinieri, che hanno perquisito, senza esito, la sua abitazione in cerca di materiale pedopornografico.
Le indagini dei militari dell’Arma sono scattate in seguito alla denuncia sporta dai genitori della bambina, che aveva raccontato loro, dopo averlo confidato al fratellino, ciò che le era accaduto nella cantina in cui il vicino di casa svolgeva la sua attività amatoriale di riparazione.
Come detto, il racconto della bambina – che comunque ha, secondo i magistrati, un’età in cui realtà e fantasia sono già ben distinte tra di loro – è stato verificato da un perito psicologo, che ha ritenuto che le sue parole corrispondessero alla verità. Con in mano gli elementi probatori raccolti, il pm Claudio Curreli, ritenendo ci fosse la possibilità di reiterazione di tale tipologia di reato da parte dell’indagato, ha quindi chiesto la misura restrittiva nei suoi confronti al gip Alessandro Buzzegoli, che ha accolto la richiesta.
Questa mattina il gip andrà in carcere per interrogare l’arrestato, che sarà assistito dal suo legale.
La pena prevista dal codice penale per il reato di violenza sessuale su un minore che non ha compiuto ancora i dieci anni di età (articolo 609 ter) va dai 7 ai 14 anni di reclusione.
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