Il Tirreno

Montecatini

Bambina in attesa del trapianto di rene «Vi prego, aiutatela»

di Giovanna La Porta
Bambina in attesa del trapianto di rene «Vi prego, aiutatela»

Disperato appello della madre alla città e alle istituzioni «C’è poco tempo, le sue condizioni stano peggiorando»

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Lei è una bambina come tante, che frequenta regolarmente la scuola primaria di Montecatini. Ma ha una particolarità rispetto ai suoi compagni: da due anni attende un trapianto del rene. È in lista di attesa al Gaslini di Genova. Sua madre gestisce un albergo, proviene da un paese europeo ma parla e scrive in un italiano sicuro. Combatte per la figlia da quando, al secondo anno di scuola materna, i medici scoprirono la malattia. Che adesso, dopo anni di vicissitudini, la piccola potrà sconfiggere soltanto con un trapianto.

«Mi figlia – racconta la donna – è vivace, allegra, curiosa ed estremamente estroversa. È arrivato un giorno in cui tutto, all’improvviso, è diventato buio. Non lasciamo che quel buio la inghiottisca. Lei dipinge ogni giorno quella luce che si sta spegnendo, la vita, che lei adora e assapora per quanto le è possibile. È una bambina forte e gioiosa anche se tre anni fa una setticemia la stava portando via. Ma ce l'ha fatta, perché voleva vivere. Le ha portato via i reni, dopo poco è entrata in emodialisi, tre volte la settimana in ospedale. Oggi fa la dialisi tutte le notti a casa per dodici ore attaccata a un macchinario, altrimenti non potrebbe vivere. Prende 17 pasticche al giorno e la cosa peggiore è la sete: lei non può bere più di mezzo litro al giorno, inverno o estate che sia.

A volte alle sue amiche dice: “Come vorrei entrare nel tuo corpo solo per un giorno, così potrei bere e non avere più sete”. È in lista d'attesa per il trapianto, la speranza è forte, come il destino lo è nei suoi confronti. Fra 15 giorni dovrà subire un altro intervento alle paratiroidi, perché le sue ossa si stanno sfaldando, e lei lo sa, ma il sorriso è sempre presente sulle sue labbra. Ogni tanto il buio si appropria di lei per pochi minuti: delusione, sfiducia, paura del futuro. È così giovane ma la parola “morte” ogni tanto le sfiora la mente. Ma ama la vita, la scuola, conoscere le cose semplici che spesso non può fare».

«Lotta contro il male che lentamente si impadronisce di lei. Come mamma davanti a questo dolore mi sento impotente ma so che basta un trapianto per cambiare la sua vita, quel trapianto che sembra non arrivare mai. Non voglio che la luce si spenga del tutto».

Ad oggi, l'atteso intervento risulta in stand by e la donna non riesce a spiegarsi il perché.

Fino a poco tempo fa, la piccola era regolarmente in lista e per due volte la mamma ha ricevuto chiamate che, poi, si sono risolte però in un nulla di fatto.

«All'improvviso – spiega – il trapianto è stato sospeso. Non annullato, semplicemente posto in stand by. I tempi si allungano e non risco a capire il motivo».

Per questo la madre della bambina lancia un appello all’amministrazione, alla scuola, alla società civile, perché l’aiuti in qualche modo ad ottenere quel trapianto.

«Le docenti e la dirigente Paola Zecchi sono sensibili e hanno dimostrato disponibilità. Le ringrazio per questo. Sono pronta a fare qualsiasi cosa pur di salvare mia figlia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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