Sicurezza
«Essere contro lo ius soli non vuol dire essere razzisti»
«Accusare di razzismo chiunque si opponga al disegno di legge dello Ius Soli è un maldestro tentativo di imbarbarimento del dibattito politico»
«Accusare di razzismo chiunque si opponga al disegno di legge dello Ius Soli è un maldestro tentativo di imbarbarimento del dibattito politico, tipico di chi, all’estrema sinistra, non ha altri argomenti per esprimersi”: così il portavoce provinciale di CasaPound, Lorenzo Berti, replica alle accuse arrivate da Rifondazione Comunista di Lamporecchio.
Motivo del contendere le scritte contro lo ius soli, firmate CasaPound, comparse sul percorso del mondiale di ciclismo.
«Non si capisce – si legge sulla nota di CasaPound – cosa ci possa essere di razzista nell’esprimere la propria contrarietà a una legislazione in materia di cittadinanza, il cosiddetto ius soli, che a differenza di quanto vorrebbe farci credere la vulgata del politicamente corretto, non viene applicato da nessun paese europeo, ma, anzi, l’unica nazione in cui era vigente, l’Irlanda, lo ha successivamente abolito con un referendum popolare».
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