La manifestazione
Tares e burocrazia Anche il Comune sbaglia il pagamento
Caso curioso (ma esemplare) della confusione generatasi con l’introduzione della nuova tassa e dei nuovi iter
MONSUMMANO. Se anche il Comune sbaglia, figuriamoci i cittadini. La confusione è sulla Tares, quella tassa ambientale rifiuti e servizi che pochi hanno capito. Compreso il Comune, colui che, in passato, ha provato a spiegare ai suoi contribuenti le nuove indicazioni e le nuove modalità di pagamento di recente introduzione. E mentre era impegnato a “insegnare” ci è, con somma sorpresa, addirittura cascato.
Questa è la storia: l’amministrazione (tramite l'ufficio servizi finanziari) corrisponde entro lo scorso 31 luglio il primo acconto della Tares a Publiambiente Spa, il gestore del servizio sul territorio. Non è una questione di importi (pari a 6.600 euro) ma di “percorso” del denaro. Perché la tesoreria del municipio gira i soldi dovuti alla società tramite bonifico sul conto corrente bancario. E sbaglia. Visto che le modalità, come accennato, sono cambiate: non più un semplice bonifico su bollettino postale (come succedeva con la Tia, classificata come tariffa), ma la compilazione del modello F24 in banca o alle poste (oppure in versione online) per la Tares, che è una tassa.
Un grave (per l’ente pubblico) errore di forma. Facile comunque la soluzione. Publiambiente restituisce gli stessi euro al Comune che, con un altro atto ufficiale, deve precisare la disattenzione ed effettuare nuovamente il pagamento tramite F24. Ci vogliono diversi documenti, diversi scambi di informazioni e più perdita di tempo (e, come si dice, pure di soldi). La bega è però alla fine risolta.
Ma da qui potrebbero partire numerosi interrogativi. Almeno per fugare i dubbi e le perplessità dei cittadini alle prese con continui cambiamenti, non tanto di sostanza (in questo caso è accertato che sono sempre negativi) ma anche di forma e modalità (anche qui restano da vedere i benefici paventati). Di mezzo c’è sempre o quasi il tarlo della burocrazia, sempre più avvolgente, difficile da scacciare. E a rimetterci sono spesso i soliti, che però adesso saranno forse un po' meno amareggiati. E lo sarà di più il Comune. Poi, tra l’altro, la Tares neanche esiste, oppure esiste (è entrata in vigore a gennaio) ma solo nominalmente. Dato che gli acconti del 40 per cento (il secondo è in scadenza il 31 ottobre) e il saldo del 20 per cento (31 dicembre) si riferiscono ai valori della Tia anno 2012 (più una maggiorazione di 0,30 centesimi a metro quadrato). Maledetta confusione. (lu.si.)
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