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«La Mep pagherà gli arretrati» L’azienda si impegna col prefetto
Buone notizie dall’incontro di ieri di lavoratori e sindacati con Lubatti, ma la cautela rimane Lunedì i primi versamenti, entro il 15 ottobre sarà saldato l’80% degli stipendi non versati
PISTOIA. Fumata bianca per i 46 lavoratori della Mep, l’azienda valdinievolina che si occupa di impianti elettrici e di allestimenti per veicoli ferroviari. Da maggio – hanno denunciato i dipendenti – non si vedono più né stipendi né cassa integrazione. Ma la situazione potrebbe presto sbloccarsi.
A partire dal 30 agosto scorso i lavoratori Mep hanno incrociato le braccia ad oltranza e annunciato la partenza di vertenze giudiziarie. Prima però, come prevede la legge, hanno investito il prefetto in un tentativo di mediazione, affiancati dai sindacati metalmeccanici confederali. E ieri il prefetto Mauro Lubatti ha potuto offrire notizie positive alla delegazione recatasi in prefettura. «Il prefetto – ha spiegato il segretario Fim Yuri Citera – ci ha detto di aver ottenuto dal titolare dell’azienda, Massimo Ilardi, l’impegno di iniziare da lunedì a saldare gli arretrati. Entro il 15 ottobre dovrà essere estinto l’80% dei debiti pregressi. Noi abbiamo ringraziato il prefetto per la rapidità con cui si è mosso ma abbiamo anche sottolineato che l’azienda non è nuova al mancato rispetto degli impegni. Per cui auspichiamo proprio di non dover tornare ad incontrarsi».
La Mep ha due sedi distinte: una a Massa e Cozzile e una a Chiesina Uzzanese e dal lugli scorso sono formalmente due anche le aziende: la “vecchia” Mep ha dato vita, infatti, alla Mep Ferroviaria che si occupa appunto di arredamenti e interni per veicoli ferroviari.
Nei giorni scorsi erano stati proprio i sindacati confederali a denunciare l’atteggiamento dell’azienda, che continuava a non versare stipendi e indennità nonostante risultasse aver ricevuto dei pagamenti da parte di AnsaldoBreda per precedenti forniture. Tra le forniture al gruppo ferroviario e quelle ad altri clienti, secondo Citera l’azienda avrebbe incassato circa un milione di euro dall’inizio dell’anno. Insomma, la mancanza di risorse finanziarie non sarebbe stata una giustificazione consistente per i ritardi.
Il 5 ottobre termina la cassa integrazione che riguarda 15 dei 46 dipendenti dell’azienda. Entro la metà del mese gli arretrati dovrebbero quasi tutti essere saldati: insomma, ci sono le condizioni perché alla Mep si torni alla normalità.
Intanto, comunque, i sindacati non abbassano la guardia. Nicola Riva (Fiom)ha annunciato che nei prossimi giorni si riunirà la task force della Provincia per esaminare la situazione dell’azienda, in particolare le modalità di pagamento degli arretrati e le strategie per il futuro. «Auspichiamo – ha detto Riva – che l’azienda sia in grado di partecipare ai prossimi appalti di AnsaldoBreda. Nuovi carichi di lavoro sarebbero indispensabili per il futuro. Quel che è certo è che ci opporremmo ad ulteriori richieste di cassa integrazione».
Fabio Calamati
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