Il Tirreno

Montecatini

«Subito il candidato, ma appoggiato da tutti»

di Giovanna La Porta
«Subito il candidato, ma appoggiato da tutti»

Andrea Quaranta è scettico sulle primarie del centrodestra: «Da sole non garantiscono la coesione»

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Anche Andrea Quaranta, consigliere comunale del Pdl, ha partecipato sabato scorso al confronto finalizzato a disegnare tempi e modi per le primarie del centrodestra che dovranno servire a scegliere il candidato a sindaco delle prossime amministrative. Un progetto dal quale si sono già tirati indietro Udc e Fratelli d’Italia e che vede in prima linea il Pdl di Alberto Lapenna.

Le forze del centrodestra hanno manifestato la volontà di avviare un osservatorio che coinvolga anche i cittadini, in modo da concepire prima un progetto per il rilancio della città per poi pensare ai nomi. Ma è proprio Quaranta, il più giovane del gruppo consiliare, a esternare i suoi dubbi sulla procedure.

«Il nome è fondamentale – afferma – se c’è un candidato carismatico, la gente comune lo vota. Altrimenti il rischio è alto. A monte, però, ci deve essere un’unità reale del partito. Mi spiego meglio: confronti come quello di sabato rischiano di essere inutili se, come sospetto, in realtà servono per tergiversare dal momento che ognuno ha in mente il proprio candidato che non coincide con quello degli altri. A me, per esempio, piace Riccardo Sensi e sono pronto ad appoggiarlo. Trovo che sarebbe la naturale chiusura di un cerchio, visto il suo impegno di quattro anni come capogruppo del Popolo della libertà e per tutto il resto. Perché non si parla più chiaramente? Dobbiamo essere tutti più decisi nel sostenere o meno un candidato».

«La scelta, però – riflette ancora Quaranta – non può essere procrastinata più di tanto. Le primarie non sono sufficienti per dare la garanzia di coesione nel sostegno di una candidatura».

Maurizio Galligani, invece, è il capogruppo del Pdl in consiglio provinciale ed è stato inserito nella rosa di nomi che il partito è pronto a presentare alle primarie.

«Dobbiamo ripartire da zero – esordisce – disegnare un progetto credibile è fondamentale. Montecatini non può essere solo terme e, comunque, per quanto riguarda il termalismo, non è possibile limitare l’offerta tenendo stabilimenti e strutture alberghiere del tutto slegati tra loro. Il piano di rilancio che ho in mente non è realizzabile in 5 anni e neppure in 10. Occorrono pazienza e idee chiare. Il termalismo di lusso continua a tirare in tutto il mondo, servono alberghi prestigiosi all’interno degli stabilimenti, in primis al Tettuccio».

«Montecatini, nel tempo, è stata normalizzata – prosegue Galligani nella sua riflessione – nel senso che non c’è più nulla che la caratterizzi rispetto alle altre città turistiche. Non è più un posto unico, come invece si presentava fino a una ventina di anni fa. Il nome del candidato? Più tardi si scopre, meglio è. Ben vengano, come ha detto Giuseppe Fiore de La Destra, le primarie all’ultimo tuffo. La gente vuole assicurazioni sul futuro. Se proporremo un programma credibile, porteremo alle urne anche quelli che sono stanchi della politica. Montecatini è città di centrodestra, non sarà difficile vincere se convinceremo tutti a recarsi alle urne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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