La manifestazione
«Stop alla ricerca, floricoltura a rischio»
Non fermate la ricerca: questo l’appello del Distretto floricolo Lucca Pistoia, rivolto alla Camera di commercio di Pistoia, che ha deciso di non proseguire l’analisi della logistica
Non fermate la ricerca: questo l’appello del Distretto floricolo Lucca Pistoia, rivolto alla Camera di commercio di Pistoia, che ha deciso di non proseguire l’analisi della logistica all’interno del distretto stesso.
«La prima fase – si legge sulla nota del Distretto – dell’analisi sulla logistica e i trasporti del comparto floricolo è stata condotta da Lucense, con il contributo della Camera di Commercio di Lucca. Punti di forza e di debolezza del settore, sono stati evidenziati, andando a fotografare, problematiche dei trasporti, dei servizi, delle produzioni, della produttività, delle realtà aziendali e delle due strutture mercatali di Pescia e Viareggio. Il secondo step doveva essere cofinanziato dalla Camera di commercio di Pistoia, che ha un proprio rappresentante nel comitato del Distretto floricolo, ma una sua delibera ha respinto la richiesta di finanziamento. Su Pistoia opera circa la metà delle circa 500 imprese interessate. Il fatturato floricolo del polo Pescia-Viareggio è stimabile in 150 milioni di euro, dando occupazione a circa 1.500 persone tra coltivatori diretti, coadiuvanti, dipendenti e stagionali. L’iter che ha condotto ad un ribaltamento di una decisione ampiamente dibattuta e concordata è legittimo, ma ha tante contraddizioni, a partire dal fatto che a dare parere contrario al finanziamento è stato un rappresentante del mondo agricolo, con motivazioni che non ci convincono».
«Lo stop è dannoso – ha evidenziato Marco Carmazzi, presidente del Distretto floricolo – senza il supporto del secondo step dell’analisi, i rischi di prendere decisioni poco lungimiranti li corrono direttamente le aziende e i lavoratori. Ma gli effetti negativi si farebbero sentire nell’indotto, soprattutto nel pesciatino».
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