Il Tirreno

Montecatini

I fratelli traditi dal modo di camminare

di Luca Tronchetti
I fratelli traditi dal modo di camminare

Le telecamere di supermercati e farmacie fondamentali per il riconoscimento dei rapinatori armati di una Magnum 357

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LUCCA. Quell’incedere pesante quasi trascinando i piedi e quell’abbigliamento indossato in ogni rapina sono stati fatali per i fratelli Stefano e Rito Tangari, figli di Maciste (autore di decine di colpi in Toscana), arrestati dalle due auto civetta della polizia alle 19,04 di ieri sera a bordo di una Fiat Punto mentre percorrevano via delle Ville a Lammari dopo un breve inseguimento e un inutile tentativo di fuga. Quattordici minuti prima avevano svaligiato il supermercato Ekom di Ponte all’Abate a Pescia, e l’intera refurtiva – 1400 euro – è stata recuperata assieme alle pistole e alle munizioni usate dai banditi: una pistola 357 Magnum 9x33 millimetri con matricola abrasa corredata da 24 proiettili ad alta capacità perforante e una pistola calibro 8 a salve con sei proiettili. E non è tutto. Perché la polizia ha recuperato e sequestrato anche la moto nera usata dai due banditi durante le ultime rapine messe a segno: una Suzuki 650 rubata a giugno a Buggiano. Sotto il sedile c’erano i caschi integrali e i capi di abbigliamento indossati in occasione degli altri colpi filmati dalle telecamere di farmacie e market. Moto e indumenti erano stati nascosti in un cantiere dietro al ristorante “Il Covo” a Lappato. Lì i Tangari avevano lasciato la moto rubata con targa parzialmente contraffatta e preso l’auto “pulita” appartenente al fratello minore.

Accuse e responsabilità. Stefano e Rito Tangari – rispettivamente di 29 e 28 anni, disoccupato il primo e muratore il secondo – sono stati rinchiusi nel carcere di San Giorgio con l’accusa di rapina aggravata, porto e detenzione di arma clandestina e relative munizioni, oltre alla ricettazione della moto. Saranno sentiti dal Gip per l’udienza di convalida mentre l’indagine, diretta dal pubblico ministero Fabio Origlio, va avanti per stabilire le responsabilità dei due fratelli per le 10 rapine a mano armata messe a segno dal 19 gennaio a oggi in Lucchesia e nella zona di Pescia. Di certo c’è che, in base alle caratteristiche antropometriche e alla porzione di viso non coperta dal casco sulla base dei fotogrammi visionate dalla videosorveglianza interna, gli inquirenti hanno attribuito ai Tangari la responsabilità sulla rapina a mano armata del 10 maggio al supermarket Eurospar di San Leonardo in Treponzio (in quella circostanza uno dei banditi sparò un colpo verso il soffitto con la 357 magnum), sulla rapina del 22 agosto alla farmacia Lunardi di San Cassiano a Vico (anche lì colpo di pistola esploso con la stessa arma), sulla rapina alla farmacia Morganti di Ponte all’Abate del 28 agosto scorso e su quella in danno della farmacia Santa Gemma-Coli a Borgonuovo di Gragnano messa a segno il 2 settembre scorso.

Le altre contestazioni. Le prove ancora non ci sono. Ma il modus operandi, le armi, il travisamento e le moto usate per la fuga riconducono ai fratelli rapinatori anche altri cinque colpi: la rapina alla Conad di Altopascio del 19 gennaio con uno dei malfattori che sparò un colpo in aria con la 357 magnum; quella del 12 aprile ai danni del distributore di carburante Aquila in località Frizzone a Capannori; la rapina alla pompa di benzina “4Petroli” il 2 luglio a Chiesina Uzzanese; la rapina del 27 luglio al discount Dico a Porcari e la tentata rapina commessa da due individui travisati il 27 agosto al distributore Ip di San Marco di Lucca. Eventi criminosi che hanno creato allarme tra la popolazione.

Altro servizio a pagina 12

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