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Resa dei conti tra renziani e non a Larciano

Resa dei conti tra renziani e non a Larciano

I seguaci del sindaco di Firenze: «La mancata approvazione del bilancio è un segnale di difficoltà»

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LARCIANO. L’approvazione del bilancio non è a rischio, c’è tempo ancora fino al 30 novembre, quello che è a rischio, però, è la tenuta politica della maggioranza guidata dal sindaco Antonio Pappalardo.

A Larciano è il momento della resa dei conti. Tra “renziani” e “vecchi schemi partitici, che sono logori e antimoderni”. Una nota di cinque consiglieri del gruppo “Uniti per Larciano” (Erika Borselli, Marzio Bracciotti, Nadia Carbone, Letizia Iannotta, Angela Salvucci) rinfocola i toni della lista di minoranza “Alternativa per Larciano” e del consigliere (renziano) di “Uniti per Larciano” Giuseppe Di Vita.

«Vorremmo chiarire– scrivono i consiglieri – che quanto accaduto nei giorni scorsi a Larciano, cioè la mancata approvazione del bilancio di previsione, a causa della mancanza del numero legale, non è frutto né di contrapposizioni personali né di altre stranezze. È il segnale di una difficoltà politica che non può essere liquidata facendo finta di niente. O pretendendo che l'unico compito di un consigliere comunale di maggioranza sia quello di alzare la mano, abbassare la voce e fare numero quando richiesto. Sarebbe troppo facile e ipocrita anche condannare un solo consigliere per quanto accaduto. Sarebbe la perfetta affermazione del vecchio modo di fare politica. Serve una discussione sincera, senza finzioni. Vogliamo rassicurare sull’intenzione di ognuno di noi, che il bilancio non è a rischio. Sarà approvato nei tempi e nei modi previsti dalle leggi nazionali (il termine ultimo è al 30 novembre), senza penalizzazioni per il nostro ente salvo quelle dovute alla scelta di non averlo già approvato alcuni mesi orsono, non per nostra volontà».

Insomma, è ormai appurato lo “strappo” in maggioranza. L’opposizione, nel merito, aveva già chiesto le dimissioni del sindaco Antonio Pappalardo e della sua giunta proprio per le questioni legate al bilancio e alle tensioni interne al Partito Democratico, tra sostenitori di Renzi e vecchia dirigenza. Poi Di Vita aveva parlato di un consiglio comunale che non è mai stato messo nella condizione di lavorare al meglio, per la mancanza di occasioni di confronto.

Ora il nuovo capitolo di una vicenda che, con forza, apre la campagna elettorale per le amministrative del 2014.

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