Il Tirreno

Montecatini

Polemiche dentro il Pd larcianese

Dalla maggioranza un attacco a sindaco e giunta: «Consiglio comunale ignorato»

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LARCIANO. Pochi spazi per il confronto nel consiglio comunale di Larciano. Un’accusa pesante che, però, non arriva dai banchi dell’opposizione, bensì da quelli della maggioranza. Per la precisione dal consigliere del Pd Giuseppe Di Vita, e che denota una frattura all’interno del partito, in particolare tra “renziani” (come lo stesso Di Vita) e “non renziani”.

Critiche che emergono dal bilancio che lo stesso Di Vita fa di questi 4 anni di legislatura: «È con rammarico – scrive – che debbo dire che il consiglio comunale in questi anni non è stato messo nella condizione di lavorare al meglio. È il luogo in cui si apre l’unico spazio democratico di una comunità attraverso la rappresentanza delle forze politiche, della maggioranza così come dell’opposizione. Per valorizzarlo, occorre riunirlo frequentemente e consentire un dibattito, non importa se vivace e, a volte, polemico. Non bisogna temerlo. Apprendere, per esempio, che l’unica assemblea elettiva cittadina è un costo da cercare di contenere è stata un’amara scoperta di questi anni: a Larciano, un consigliere percepisce intorno ai 16 euro lordi a seduta (di altra entità, giustamente, sono i compensi del sindaco e degli assessori). Basta fare due conti per calcolare quanto ci costano, in media, 12-13 gettoni di presenza per ogni consiglio. In un anno, insomma, il consiglio comunale può costare quanto la manutenzione dell’ascensore, o anche meno».

«Se poi, come è successo in passato – riprende Di Vita – decisioni di respiro politico vengono disattese l’amarezza aumenta. È capitato con l’Isee, quando il consiglio aveva deciso di adottare il parametro del reddito per stabilire le entità dei costi dei servizi individuali scolastici, che fu soppressa dopo un assemblea pubblica un po’ turbolenta e senza alcun coinvolgimento successivo del consiglio. Più recentemente, una mozione votata unanimemente (con l’eccezione di un non presente) per ribadire l’importanza del Centro di ricerca del Padule ha trovato la sorprendente astensione del sindaco e dei tre assessori».

«Per noi – chiude l’intervento – la discussione è il sale della democrazia, che pretende trasparenza e comunicazione chiara. Il silenzio non giova a nessuno. Uno degli insegnamenti di Renzi, che sosteniamo e abbiamo sostenuto fin dal principio, è proprio questo: bisogna avere il coraggio di parlare, discutere, rottamare se necessario. Dentro il Pd, in tante amministrazioni pubbliche, e non solo, per cambiare e migliorare questo Paese».

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