Sicurezza
Va in aula la mozione anti legge Merlin
Si discuterà giovedì in consiglio la proposta di Sensi di consentire la riapertura delle “case chiuse”
Una mozione che impegni il consiglio comunale a sostenere chi chiede l’abolizione della legge Merlin sulla prostituzione. È quella presentata dal capogruppo del Pdl Riccardo Sensi il 3 settembre scorso e che verrà discussa nel prossimo consiglio, convocato per giovedì sera.
«L'incremento del degrado in città – scriveva Sensi nella lettera di accompagnamento della mozione – sembra non avere sosta ed oltre agli zingari ed a chi non ha un lavoro onesto, grande responsabilità per la vertiginosa caduta d'immagine e di vivibilità della città è da attribuire al fenomeno della prostituzione ed a chi la sfrutta. C'è il gravissimo problema della tratta e della riduzione in schiavitù per cui quando ero assessore al sociale promossi il progetto Benvenuta Irina in collaborazione con la Società di soccorso pubblico ed inaugurammo una casa di protezione delle schiave del sesso che denunciavano i loro sfruttatori. C'è anche l'aspetto del decoro urbano e di un vertiginoso giro di soldi che non viene tassato. Ora c'è un'iniziativa concreta a livello nazionale che ritengo potrebbe contribuire a ripulire Montecatini. Il Sindaco Giovanni Azzolini di Mogliano Veneto (Treviso) ha promosso un referendum per abrogare parzialmente la legge Merlin. L'obiettivo è cancellare gli articoli che impediscono l'apertura di case di tolleranza, senza toccare le norme che puniscono il reato di sfruttamento della prostituzione. La campagna si è rapidamente diffusa a livello nazionale, con centinaia di punti attivi per la raccolta firme. Analogamente è partita un'altra iniziativa referendaria da Reggio Emilia con l'obiettivo di abolire totalmente la Legge Merlin. Nel frattempo il Sindaco di Altopascio, Marchetti, sta tentando di rendere unitario il testo per non disperdere energie e sottoscrizioni. Abolire la Legge Merlin significherebbe allora creare un registro pubblico per l'esercizio del meretricio, non più controllato da papponi o crudeli schiavisti ma dallo Stato e far pagare le tasse a chi trae profitto consapevolmente e liberamente da questo mestiere, mentre chi lo sfrutta riducendo in schiavitù o comunque costringendo la persone dovrebbe essere ancor di più sanzionato».
Tra gli altri punti in discussione in consiglioil riconoscimento dei debiti fuori bilancio dervanti da sentenze (perse dal Comune) e la ricongizione dello stato di attuazione dei programmi con variazione al bilancio di previsione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
