Il Tirreno

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San Quirico, restauri affidati ai volontari

di Maria Salerno
San Quirico, restauri affidati ai volontari

Prima il casotto della fermata dell’autobus con cartelli multilingue, poi il campo da bocce e l’antica strada della rocca

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PESCIA. Arrivando al bivio di San Quirico, la prima cosa che si vede è il casottino della fermata della Lazzi. Si trova sulla sinistra, poco prima della curva che immette nel paese. Da qualche giorno il suo aspetto è stato rivoluzionato: sono state aggiunte due porte in policarbonato a protezione dell'interno (per quando pioverà) ed è apparsa una targa che reca la scritta San Quirico Valleriana. E questo solo per quanto riguarda l'esterno. All'interno sono state aggiunte due panche in legno, è stato riverniciato il sedile preesistente e le pareti ripitturate e tappezzate di quadri che raccontano la storia del paese: la sagra dei necci, la festa dei patroni Quirico e Giuditta e ce n'è uno che dà persino il benvenuto a San Quirico in tutte le lingue. Un lavoro ben fatto, che di primo acchito potrebbe far pensare ad una ben orchestrata operazione di captatio benevolentiae da parte dell'amministrazione comunale per fini elettorali. Ma basta parlare con gli abitanti del paese per capire che il Comune in tutto ciò non c'entra nulla, anzi è proprio per sopperire all'atavica carenza di interventi sul territorio da parte delle istituzioni che un gruppo di volenterosi ha pensato bene di rimboccarsi le maniche e di improvvisarsi di volta in volta muratore o fabbro a seconda delle necessità.

«Il lavoro al casotto era necessario da tempo viste le pessime condizioni in cui versava prima dell'intervento – spiega Roberto Pacini, il pensionato che si è occupato della sua ristrutturazione – se il Comune non fa nulla per noi non è detto che noi non dobbiamo far nulla per il nostro paese, piangersi addosso non serve a nulla, bisogna guardare al futuro con ottimismo. Ho voluto trasformare questo casottino per colpire l'attenzione dei passanti. Se all'ingresso del paese c'è qualcosa di gradevole, ho pensato, può venire voglia di fermarsi per visitare tutto il resto, visto che abbiamo delle belle cose». Oltre al casotto della fermata dell'autobus sono stati sistemati il campo da bocce e il tetto del bocciodromo. Si sta ora procedendo nella sistemazione della pavimentazione di via della Rocca, poco distante dalla piazza. «Anche in questo caso si trattava di un lavoro necessario perché molti dei lastroni in pietra di cui è fatta la strada erano pericolosamente traballanti – spiega il volontario che ha diretto i lavori – e a passarci sopra si rischiava di inciampare e rompersi l'osso del collo». Tutti questi lavori sono stati realizzati in economia, utilizzando una modesta somma messa a disposizione dalla Proloco. «È prevalso il principio della sussidirietà su cui ogni comunità dovrebbe fondarsi – dice don Raffaello Giusti, parroco di San Quirico – la gente di qui ha dimostrato che anche in assenza delle istituzioni è in grado di darsi da fare per evitare che i propri beni vadano in rovina».

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