Finanza
Tenta di dare fuoco al rivale
Lo aggredisce nella sua casa con un martello cosparso di benzina
MONSUMMANO. Ci sono probabilmente gravi dissapori familiari alla base del gesto estremo di un pensionato, arrestato martedì in tarda mattinata dai carabinieri della stazione cittadina e tradotto nel carcere di Pistoia. Un settantenne residente in Valdinievole, intorno alle 12,30 si è presentato munito di tanica di benzina in un'abitazione disabitata e in vendita in via Rubattorno, nella frazione di Bizzarrino. L'uomo, secondo la ricostruzione dei militari, ha forzato il cancello d'ingresso con un cacciavite ed è entrato nel cortile intenzionato ad appiccare il fuoco alla villetta, di proprietà dell'ex moglie. Su segnalazione dei vicini che hanno avvertito i rumori e assistito alla scena, è arrivato sul posto l'attuale marito della donna, che ha subito chiamato i carabinieri. Alla vista del 64enne, il pensionato ha iniziato ad avanzare e inveire con un martello in mano, sul quale ha prima cosparso il liquido infiammabile, tentando poi di accendere la fiamma con l'intenzione di scagliarsi contro il rivale. Il pronto intervento dei carabinieri ha evitato il peggio e fermato la furia dell'aggressore. A quel punto per l'uomo, già arrestato un anno fa per motivi simili, sono scattate le manette ai polsi perché ritenuto responsabile di una serie di reati: dalla violazione di domicilio alle minacce e tentate lesioni aggravate nei confronti di altro pensionato nonché di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Come spiega il maresciallo Giuseppe Mignano, «la persona era lucida e in grado di intendere e di volere e ha messo in atto un'azione premeditata contro l'immobile (non nei confronti dell'altro uomo che non doveva essere sul posto), visto che si è recato a Monsummano da un altro Comune della zona in possesso di una tanica di benzina». Ma l'attività delle forze dell'ordine non si è esaurita a questo episodio. Sempre nella mattinata di martedì, i carabinieri di Montecatini hanno arrestato un 39enne romeno, già agli arresti domiciliari, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal tribunale di sorveglianza con la quale viene disposta la revoca della misura alternativa e l'esecuzione della pena in carcere, causa le ripetute evasioni dal proprio domicilio.
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