Il dolore
«Qualcuno riconosca i propri errori»
PESCIA. «In un documento di Pescia Democratica che si trasforma,come una crisalide, in Adesso Pescia con il solo obiettivo di ricomporre la sinistra pesciatina, vengono ritirati in ballo i fatti del...
PESCIA. «In un documento di Pescia Democratica che si trasforma,come una crisalide, in Adesso Pescia con il solo obiettivo di ricomporre la sinistra pesciatina, vengono ritirati in ballo i fatti del 2009, quando il centrosinistra, pur raccogliendo al primo turno il 54% dei voti, riuscì a regalare il comune al centrodestra. Proprio per correttezza storica devo fare alcune precisazioni». È Antonio Abenante a voler mettere l’ultima parola sulla vicenda, ricordando che «la decisione di non accettare apparentamenti con l'allora Pescia Democratica non fu presa da me, ma dal Comitato comunale del Pd con il conforto dei dirigenti provinciali, regionali e nazionali di quel partito. Quella decisione nasceva dalla convinzione non che Abenante potesse comunque vincere le elezioni, ma dalla considerazione che la politica per essere credibile deve tornare ad essere una cosa seria e che a volte in politica si può anche perdere, ma con serietà e coerenza, che vincere (ammesso che si sarebbe potuto vincere) con poca credibilità. L'allora Pescia Democratica non era un partito come altri. Erano coloro che, da posizioni di vertice, avevano perduto le primarie del Pd e, buttando al macero ogni impegno sottoscritto, avevano costituito una lista candidando a sindaco proprio colei che aveva perduto le primarie. Evidentemente quella coalizione attorno a Pescia Democratica, duramente battuta al primo turno, aveva solide ragioni politiche e programmatiche per stare in piedi come un sol uomo o forse era più forte la voglia di andare al mare in alcuni ed in altri quella di andare a trattare direttamente con il centrodestra. Non ho motivo di dubitareche il programma di Pescia Democratica fosse innovativo e realistico. Forse mi sono perso qualcosa ma evidentemente se lo sono persi anche gli elettori che, al primo turno, non manifestarono apprezzeamenti. Io resto convinto che prima dei programmi venga la serietà e la credibilità della politica. Penso che bisogna guardare avanti e superare gli errori del passato, ma prima bisognerebbe riconoscere con umiltà gli errori e non presentarsi con gli stessi personaggi».
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