Il Tirreno

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Lavoratori Mep in Prefettura

di Luca Signorini
Lavoratori Mep in Prefettura

Dipendenti senza stipendio da maggio: domani l’incontro con il rappresentante del governo

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CHIESINA UZZANESE. Sindacati e operai tentano l'ultima strada possibile sul terreno della diplomazia: il confronto con il prefetto. Domani mattina, intorno alle 11,30, è infatti fissato un incontro nella sede della prefettura in piazza Duomo a Pistoia, a cui parteciperanno i 52 dipendenti della Mep, Montaggi elettronici pistoiesi, azienda di arredamenti e interiors per veicoli ferrotranviari del comparto Breda, con sede in via del Lavoro a Chiesina (stabilimento arredi) e in via Galvani a Massa e Cozzile (stabilimento impianti). Ad oggi, solo dalla riunione con il rappresentante del Governo sul territorio, Mauro Lubatti, può sbloccarsi la nerissima vicenda che coinvolge tutti i lavoratori della metalmeccanica (47 uomini e 5 donne, età media 35 anni), dal maggio scorso, oltreché dello stipendio, privati anche dell'indennità da cassa integrazione. Spetta al prefetto, quindi, fronteggiare questa emergenza che, nel caso si risolva ancora in un nulla di fatto, potrebbe portare le maestranze ad avviare una serie di vertenze giudiziarie contro l'azienda, mossa che chiuderebbe la via diplomatica per aprire quella della lotta per i diritti nelle aule di un tribunale.

Le oltre 50 persone impiegate alla Mep hanno iniziato a toccare con mano il baratro della disoccupazione già dal 2011, quando i primi segnali della crisi del settore portarono a una diminuzione degli ordini e delle commesse. Da quel momento è scattata la cassa integrazione, percepita da tutti i lavoratori almeno fino a qualche mese fa. Poi la retribuzione, seppur ridotta rispetto al normale stipendio, non è nemmeno più arrivata. In attesa che la situazione si chiarisse, la produzione nei due stabilimenti è proseguita a pieno ritmo.

Ma la fiducia nelle promesse dei titolari veniva sempre meno. E così, a limite di sopportazione superato, il penultimo giorno di agosto, un venerdì, tutti i dipendenti, sia operai che amministrativi, decisero di restare fuori dai cancelli della fabbrica e iniziare un periodo di sciopero a oltranza che non è ancora terminato. Siamo arrivati al nono giorno a braccia conserte. Durante questo periodo di mobilitazione sono state convocate un paio di assemblee generali (una a Chiesina, dove ci sono gli uffici del titolare, e l'altra al Cral Breda di Pistoia) e un colloquio nella sede provinciale di Assindustria. Ma niente ha portato dei benefici ai lavoratori. E ora il prefetto, figura che tra le sue funzioni ha le “attività di mediazione nelle vertenze di lavoro”. «Il caso della Mep è anche per noi qualcosa di particolare – spiega Jury Citera, segretario provinciale della Fim Cisl – da tempo non registravamo sul territorio uno sciopero così lungo e soprattutto così partecipato. Le abbiamo provate tutte per il bene di queste famiglie e l'ultima carta di mediazione tra loro e l'azienda resta il prefetto, che può convocare i titolari e penso ci possa dare una mano nel risolvere la situazione. Se così non fosse, seguiremo altre vie sicuramente meno piacevoli per tutti. Intanto però lo sciopero continua e la produzione resta ferma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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