Il Tirreno

Montecatini

Quei ragazzi in scuole sbagliate

Quei ragazzi in scuole sbagliate

Prof risponde alla madre delusa per gli esami della figlia: «Sono errate anche molte promozioni..»

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Un gruppo di insegnanti del Marchi di Pescia ci scrive dopo lo sfogo di una madrea che ha visto la figlia bocciata a settembre. Una lettera molto bella e intelligente che pubblichiamo nei suoi tratti essenziali

«Che la scuola pubblica italiana sia sempre più in difficoltà nel formare in modo adeguato i ragazzi tanto per il mondo del lavoro come per gli studi universitari è un dato di fatto. I nostri ragazzi alla fine delle superiori, in assenza di studi autonomi, spesso non sono in grado di parlare una seconda lingua, continuano a non sapere adeguatamente la matematica né tantomeno brillano nelle materie cardine dei vari indirizzi sia che si parli di greco per il liceo classico, di economia aziendale per il tecnico commerciale, di costruzioni per i geometri, di informatica o elettronica per gli ITI, ecc. Perché? Perche sono materie troppo difficili, implicano studio sistematico e impegno e bisogna esserci portati. Ed ecco qui il primo problema, la non esistenza nel sistema scolastico italiano di un reindirizzo dello studente verso un corso di studio più alla sua portata. E allora cosa succede? Si insiste in un indirizzo di studio per il quale non abbiamo le abilità di base per poter acquisire quelle competenze che ci permetteranno di arrivare in fondo “formati”. E quali sono i mezzi per fermare questi ragazzi? Sulla carta ci sono, ma all’atto pratico si rientra nel pantano delle procedure che ci contraddistinguono e verso le quali i nostri colleghi anglosassoni si definiscono “astornished”, in parole povere increduli, meravigliati. Sistematicamente questi ragazzi riescono ad accedere alle classi superiori portandosi dietro lacune non colmate grazie alla troppa irresponsabile benevolenza (?) – cioè la non volontà di prendersi le proprie responsabilità di fronte a genitori infuriati e presidi ostili – di alcuni membri del consiglio di classe che, come per magia, con una semplice alzata di mano, nonostante le gravi, gravissime e plurime insufficienze (poco importa se sono nelle materie caratterizzanti il corso di studi), avallano l’ammissione alla classe successiva: una situazione a dir poco riprovevole. Diversamente, si può andare a settembre per gli esami di riparazione: magari con due materie graziate a giugno, tre a settembre ( ed è una follia!), di cui una superata alla meno peggio e le altre due un disastro e che succede? La probabilità di passare anche stavolta è molto alta, sempre per i sistemi perversi di votazione: i bocciati sono casi rari. Inoltre il passaggio a oltranza garantisce il numero degli alunni in una scuola e quindi il posto di lavoro per i docenti e anche quello del Dirigente scolastico. Non solo. Come per magia questi ragazzi ce li ritroviamo puntuali agli Esami di Stato – per molti versi una farsa – dove il più delle volte per bocciare bisogna proprio mettercela tutta, e spesso non basta: anche qui il sistema di votazione la fa da padrone. Quali sono i risultati che si ottengono? Innanzitutto, da un punto di vista educativo circola il messaggio che “comunque a scuola si passa”: basta conoscere come funziona il gioco, si dribblano le materie più ostiche, poi un calcolo di probabilità con interrogazioni last minute per le materie più “tenere”, con il beneplacito di quegli insegnanti che difficilmente disdegnano il “sei politico” .. Non solo: che tu insegni greco antico al classico o geografia al professionale è esattamente la stessa cosa, anche se il carico di lavoro è “leggermente” diverso). Tutto questo implica la deresponsabilizzazione dei ragazzi che poi diventeranno adulti, verosimilmente superficiali, irresponsabili e strafottenti perché è così che sono stati formati: tutto senza dare niente, a sacrificio zero. Domani questi nostri ragazzi ce li ritroveremo negli uffici pubblici, nelle banche, negli ospedali, nella politica: tempo fa una collega mi diceva che i ragazzi sono così perché così è la società. Attenzione – conclude la professoressa del Marchi – la società è anche la scuola e la scuola, insieme alla famiglia e all’amministrazione dello Stato contribuisce a formare la società. Non sarà il caso proprio in questo momento di crisi più nera di fare seriamente il punto della situazione?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze