Attenzione
Quando le banche assumevano
Un tempo istituti di credito e aziende facevano a gara per i ragionieri migliori
PESCIA. Un figlio bocciato è sempre un dramma per una famiglia. Ma lo è anche, forse in misura personale, per la scuola.
Da questo doppio dramma è scaturito un dibattito sulla vicenda della scuola Marchi che noi troviamo molto interessante e in qualche modo anche molto coinvolgente.
Vengono fuori drammi personali ma anche le storture di cui il sistema scolastico italiano soffre. A Pescia come a Montecatini, a Pistoia come a Quarrata.
Soprattutto, si badi bene in un istituto commerciale. Pensiamo a cosa era trent’anni il diploma da ragioniere. Se si otteneva un bel voto (diciamo 50 quando la valutazione era sessanta) mettevano gli occhi su di te le banche .
Se poi si trattava di una Cassa di risparmio o di una banca popolare o di un credito cooperativo (notoriamente tutte vicine alla Dc e al mondo cattolico) a quel punto bastava lòa spintarella di qualcuno in alto nella gerarchia ecclesiastica e arrivava l’assunzione. E con quella uan stipendio buono per tutta la vita. Ma anche s e non si trattava di banche, aziende e studi di commercalisti facevano a gare per assumere dei buoni ragioniere.
I «ragiunat» milanesi hanno fatto la fortuna delle piccole e medie aziende della Lombardia. Magari arrivavano dalla Puglia con il loro bravo diploma ed il resto era fatto.
Oggi non è più così. Si aspira a quel diploma, ma sempre meno è sufficiente per aprire le porte del mondo lavoro dopo la fatidica maturità.
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