Attenzione
Guerra tra azienda e Comune sulla discarica
L’industria cartaria Iti vuole espandersi, ma il suo terreno sarà espropriato per allargare il Fossetto
MONSUMMANO. Continua il braccio di ferro tra il Comune e la Papier International (l’Iti), l’industria cartaria che si dice minacciata dal progetto di ampliamento della discarica del Fossetto.
«Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto ufficiale comunicazione da parte del Comune di Monsummano sull’avvio del procedimento che porterà all'esproprio di ben 20mila mq di terreno di proprietà dell’azienda – spiega l’amministratore delegato Arnaldo Barni – Una superficie che Iti aveva pensato di destinare all’ampliamento del sito produttivo, con evidenti ricadute occupazionali per la comunità di Monsummano, e che, invece, sarà destinata ad accogliere immondizie di altri Comuni».
«È un caso più unico che raro – prosegue Barni – che un insediamento produttivo importante per un territorio comunale, sotto il profilo economico e occupazionale, sia sacrificato per far spazio a un progetto di gestione e smaltimento di rifiuti. In effetti, il progetto di ampliamento della discarica metterà la parola fine alle aspettative di quanti, giovani e meno giovani, attendevano l’ampliamento dell'impianto aziendale e con esso la possibilità di un’occupazione».
L’Iti ha sede a Monsummano da più di 60 anni, anni di crescita. Non solo, si è resa anche promotrice di una politica di salvaguardia ambientale, adottando otto cicogne, che hanno scelto la proprietà come loro dimora. «Qui i lavoratori – afferma Barni – hanno potuto contare sulla stabilità dell’occupazione, e avviare un proprio percorso di vita familiare fino al conseguimento della meritata pensione. Con questo progetto scellerato non solo viene azzerata l’iniziativa imprenditoriale in pectore, ma viene compromessa la permanenza della Iti nell’attuale sito. Può un progetto pubblico ambire a tanto? A nostro avviso direi che tutto è stato fatto frettolosamente e nel periodo estivo, e che i cittadini di Monsummano non hanno ben chiaro il quadro della situazione».
L’Iti dunque è decisa a resistere in ogni sede contro questo progetto: «La comunità di Monsummano – sottolinea Barni – dovrà prendere coscienza e dovrà interrogarsi sulle conseguenze che ricadranno su di essa, sul perché tutto questo accade e, soprattutto, sul perché l’amministrazione, nella scelta delle aree da espropriare per ampliare la discarica del Fossetto, abbia ostinatamente “preferito” l’area dell’Iti (e dunque un’area produttiva), rispetto ad aree limitrofe assolutamente incolte, e quindi anche meno costose da espropriare per il comune».
«Un capitolo a parte – conclude – merita l’aggravio ambientale che l’ampliamento e, quindi, il prolungamento dell’operatività della discarica produrranno tanto sulla qualità dell'aria che i cittadini di Monsummano respireranno quanto sul delicato ecosistema del Padule del Fucecchio. L’ampliamento, difatti, prevede movimentazione di volumi di terra, per la realizzazione della nuova vasca di raccolta, la deviazione del rio delle Petraie e, quindi, il riempimento e movimentazione con rifiuti. Il tutto a una manciata di metri dall’area del Padule del Fucecchio. L’equipe di esperti a cui abbiamo sottoposto l’esame del progetto presentato dall’amministrazione ha escluso la compatibilità della nuova discarica con il delicato ecosistema, mentre, per altro verso, la deviazione del rio delle Petraie aggrava il quadro idrogeomorfologico dell’area, censita nella carta del rischio idraulico come area a rischio elevato. Non sappiamo come siano state effettuate le indagini per garantire la sostenibilità dell’intervento, ma, come dimostreremo con l’ausilio di accademici qualificati, possiamo anticipare già oggi che i risultati delle indagini condotte dai progettisti sono sbagliate».
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