Il Tirreno

Montecatini

Tocca al circolo Arci di Grotta Parlanti bandire le slot e vdl

di Luca Signorini
Tocca al circolo Arci di Grotta Parlanti bandire le slot e vdl

L’associazione vuole lanciare un segnale contro il gioco d’azzardo anche in Valdinievole dopo la mossa di Pistoia

3 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Fuori le slot machine dal circolo Arci di Grotta Parlanti, sulla via Francesca Sud.

Dopo aver bandito le “macchinette mangiasoldi” dal circolo delle Fornaci a Pistoia, primo esempio sul territorio provinciale, l'associazione ricreativa e culturale italiana sezione pistoiese, ripete il diktat anche al di qua del Serravalle.

La casa del popolo di Grotta Parlanti diventa così il precursore di un simile indirizzo per tutta la Valdinievole.

La direzione Arci avrà comunque un bel daffare per allineare al nuovo corso l'insieme dei circoli aperti: in tutto 120, una quarantina presenti da Lamporecchio alla Svizzera Pesciatina.

L'occasione per inaugurare il divieto di installazione di slot e videolottery è il nuovo bando, che è già aperto, pubblicato per rilevare la gestione del bar (con pizzeria e ampio piazzale esterno) nella frazione più a sud di Monsummano, al confine con la Colonna (per informazioni arcigrottaparlanti@gmail.com e 0573/946482). «Il nostro indirizzo è quello di salvaguardare l'integrità e il valore dell'associazione -spiega il presidente provinciale dell’Arci Federico Tasselli, alle prese in questi giorni anche con il caso del circolo di Fognano, diventato famoso per la famosa gara dei rutti - non è certamente facile reggere la rete dei circoli e coordinare tutte le gestioni.

«Progressivamente però vogliamo eliminare dai nostri locali tutte le dipendenze da gioco d'azzardo che ci sono, eliminare le macchinette e questo problema che ha fatto e continua a fare numerose vittime.

«Con il nuovo bando di Grotta Parlanti – conclude il presidente – lanciamo un segnale importante anche in Valdinievole».

Ma il locale Arci della frazione porta con sé un altro segnale (che però è ormai una conferma): quello della crisi economica.

Perchè il circolo da poche settimane è chiuso, con le serrande abbassate.

Era stato rilevato circa un anno e mezzo fa dai titolari della pizzeria Anda e Rianda di via Colzi, a un passo da piazza Martini.

E infatti aveva assunto un nome che ricalcava l'originale: Anda e Rianda 2.

Il tentativo imprenditoriale arrivava dopo quattro anni di buio, un lungo periodo in cui l'esercizio commerciale era rimasto senza gestori. E quindi chiuso, inattivo.

I nuovi titolari avevano ristrutturato gli ambienti interni e quelli esterni, un esteso spazio dove erano state posizionate sedie, tavolini e alcuni giochi per i più piccoli.

Avevano poi avviato un servizio di pizzeria e veloce ristorazione. Tutto questo non è però bastato per proseguire con l'attività. E allora la decisione di lasciar perdere e abbandonare il circolo.

Che quindi è tornato, dopo poco tempo, senza padroni. Con la mossa di vietare al suo interno le slot machine, l'Arci vuole testare il mercato alla ricerca di qualcuno che valorizzi il locale, magari pensando a una funzione diversa rispetto a quella di semplice bar (ce ne sono fin troppi). La città, in qualche modo, è chiamata a fornire delle risposte.

Del resto la liberalizzazione pressochè totale delle licenze di bar e ristoranti (diciamo di pubblici esercizi in generale) ha ridotto i margini di guadagno un po’ per tutte le attività. Se al proliferare di locali si aggiunge la crisi dei consumi, il gioco è fatto. E così anche i circoli Arci hanno bisogno di nuovi stimoli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa