Il Tirreno

Montecatini

In 4mila a Pieve per ascoltare Renzi

di Davide Meccolie Corrado Benzio
In 4mila a Pieve per ascoltare Renzi

Bagno di folla del sindaco di Firenze alla festa Pd. Con lui Fanucci e Parrini, che ha candidato alla segreteria toscana

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PIEVE A NIEVOLE. Ormai c’è poco da fare. E’ lui il personaggio del giorno. Non si c apirebbe altrimenti come riesca a portare alla festa del Pd alla Pieve qualcosa come 4mila persone.

Il dato è quello ufficiale fornito dal commissariato di Ps di Montecatini. Per i cronisti il numero è forse superiore alla realtà della serata ma resta il fatto che la gente ieri sera era veramente tanta. Tutti quelli che in Valdinievole sperano che Renzi possa rilanciare il Pd ma soprattutto possa governare erano alla festa democratica.

Per Matteo Renzi il cammino che lo porta alla segreteria del partito democratico sembra veramente i discesa.

Ieri sera si è presentato puntuale alle 21,30 nonostante arrivasse da Piombino dove altre 3mila persone lo hanno ascoltato e applaudito nella roccaforte rossa di Bersani che era Piombino nei giorni caldi delle primarie a premier.

Pieve a Nievole è sicuramente più vicina al nuovo (probabilissimo) leader del Pd. E con lui troviamo l’enfant du pays (siamo alla vigilia dei Mondiali ed usiamo un termine caro ad Adriano De Zan) Edoardo Fanucci, già vicesindaco di Montecatini prima di essere eletto lo scorso febbraio alla Camera proprio fra i seguaci del sindaco di Firenze.

Con Renzi e Fanucci c’è anche Davide Parrini, ex sindaco di Vinci che proprio ieri Renzi ha candidato alla segreteria del Pd toscano. Un altro giovane emergente di questa nostre zone.

Prima del dibattito grande ballo di folla fra giovani ed anziani simpatizzanti del partito. Poi il rito delle interviste alle tv locali poi, Renzi è salito sul palco dei dibattiti.

Ad intervistarlo un ospite d’onore per la festa di Pieve. Le dodande gliele faceva Franco De Felice, potente capo del Tg 3 della Toscana. Uomo e giornalista senza troppi fronzoli, ma scabro. Che va diretto al problema.

Prima di iniziare il faccia a faccia con De Felice, Renzi ha ascoltato gli interventi di Fanucci e Parrini e poi ha dato il via all’intervista.

I concetti, molto spesso sottolineati da applausi scrosciacianti , riguardano il futuro del partito, quello del governo Letto, quello del condannato Berlusconi, quello dell’Italia. Che poi è quello che riguarda noi tutti, renziani o meno.

Nonostante il tour de force (arrivava dalla lontana Piombino), Renzi non è apparso «spompo», come da nota battuta che lui ha fatto su Bersani, sconfitto di fatto alle elezioni politiche.

Ha chiesto di fissare la data del congresso ad Epifani e di andare alla conta. Dei numeri, ma anche delle idee che devono guidare l’Italia verso la rinascita.

Ha poi dato l’arrivederci alla convention che Renzi e i renziani hanno organizzato il 20 ed il 21 a Viareggio (Montecatini ha dovuto declinare perchè impegnata coi Mondiali di ciclismo). Al Principe di Piemonte parlerannopolitici e professori universitari, ma anche imprenditori. Fra questi uno dei grandi sposnors non solo di Renzi ma anche del rilancio dell’Italia. Ovvero Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly che presto aprirà anche a Firenze una sede tutta dedicata alla cucina e alla storia della Toscana.

Tornando a Pieve, gran finale ed ovazione della folla. E anche la cucina della festa ha lavorato a pieno ritmo per saziare tutti.

Con tanti fans che hanno aderito alla iniziativa delle 101 bandane. Un modo per prendere in giro sia il settimanale berlusconiano «Chi», sia per stigmatizzare – ecco il numero 101 –i cosiddetti traditori che hanno impallinato non votandolo alla Presidenza della Repubblica Romano Prodi.

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