Il Tirreno

Montecatini

Bocelli racconta: ho cantato al Kursaal

di Corrado Benzio
Bocelli racconta: ho cantato al Kursaal

Tantissima gente ieri sera al Gambrinus per l’incontro col grande tenore accompagnato da Giorgio Panariello

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MONTECATINI. Andrea Bocelli ha regalato subito alla platea un aneddoto su Montecatini. «Ero giovane, ad inizio carriera e venni a cantare al Kursaal. Alla fine un signore mi si presentò avanti e mi disse: grazie di esistere. Credo che nessuna donna sia arrivata a dirmi tanto». E giù applausi da un Gambrinus stracolmo per ascoltare (purtroppo non a cantare) uno degli italiani più famosi al mondo.

Con lui Giorgio Panariello, che oltre che ospite è anche ideatore di questi talkshow ribattezzati «Digli se c’ha un amico» dedicati ai grandi toscani della spettacolo. Giovedì prossimo, ad esempio, toccherà a Leonardo Pieraccioni.

Ma è difficile che altri ospiti possano eguagliare la fama che il tenore di Lajatico ha nel mondo. Eppure i primi momenti della serata guidata da Walter Santillo vedono Panariello protagonista. Con Merigo l’ubriacone e Mario il bagnino di Forte dei Marmi.

E proprio nella capitale vip della Versilia (dove Bocelli vive in una villa a Vittoria Apuana) Panariello ha conosciuto Bocelli. «Grazie a Sergio Marrai, un personaggio di Forte, titolare del tennis Italia».

Proprio in Versilia, ha annunciato il comico, Panariello girerà il suo nuovo film scritto insieme a quel grande attore napoletano che è Vincenzo Salemme.

In platea tante signore si mangiavano con gli occhi sia Bocelli (considerato negli Usa come uno degli artisti con maggior sexappeal) che Panariello (che la Carrà da sempre fa assomigliare a George Clooney).

Bocelli ha invece e volutamente parlato a lungo della sua fondazione. La Andrea Bocelli foundation che ha appena completato la realizzazione di una sala operatoria nell’unico centro di neonatologia che si trova nella martoriata terra di Haiti.

Bocelli è uomo buono ma non la manda mai a dire. «Può sembrare incredibile ma è più facile costruire dove non c’è niente. Ad Haiti il terremoto ha distrutto una casa, l’abbiamo subito rifatta. In Italia la burocrazia rende tutto così complicato».

Un applauso scatta quando Bocelli chiama sul palco del Gambrinus Laura Biancalani, presidente della Bocelli Foundation.

Ma scatta soprattutto quando lei racconta che questo inverno 1300 ragazzi di Haiti potranno andare a scuola grazie ai soldi raccolti nei concerti e negli eventi di Bocelli.

E dice quasi con rammarico: «Sono solo scuole di strada». Come se non fosse già tanto avere un maestro e i libri, i quaderni e le penne.

Dietro le quinte la compagna di Bocelli, Veronica racconta le cose indicibili che si vedono ad Haiti ed in altri paesi poveri. Indicibili.

E del resto quando Bocelli risponde al perchè lo fai? Dice una grande verità. »Non credo di dare un senso alla mia vita limitandomi a cantare».

Quando struggimento e commozione sono al diapason, ci pensa poi Bertoldo-Panariello a riportare tutto in una dimensione più gioiosa. Imitando magari Renato Zero e ricordando le cene con lui ed il capo dei Sorcini a villa AlpeMare, la residenza di Bocelli sul lungomare di Forte.

Finisce poi con un altro grande brand italiano, Berlucchi che premia – tramite il grande capo Ziliani – sia Panariello che Bocelli con due magnum del celebre spumante di Franciacorta. E poi via con l’assalto agli autografi e alle foto ricordo mentre Giorgio ed Andrea sono sotto assedio dentro lo storico bar.

Bella serata, tante risate e tanta commozione. Un solo politico presente, Alberto Lapenna, Pdl. Mentre qualcuno sottolineava l’assenza totale dell’amministrazione. Qualche membro poteva concedersi per un saluto ad un artista che ha venduto nel mondo 150 milioni di dischi.

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