La manifestazione
Tornano i “Bac” contro la crisi
Nuova emissione dei buoni di acquisto comunali: richieste entro il 30 novembre
MONSUMMANO. Seconda emissione dei buoni di acquisto comunali, il carnet di tagliandi dal valore di dieci euro l’uno che i cittadini alle prese con la crisi economica potranno spendere negli esercizi commerciali del territorio.
A distanza di qualche mese dal primo bando pubblico, l’amministrazione ripropone l’iniziativa con l’obiettivo di dare un supporto a chi ne ha veramente bisogno e agli stessi negozianti della città, sommersi dalle spese e con i guadagni in netto calo. Possono fare domanda entro il 30 settembre (il bando è già aperto) singoli o famiglie con un indicatore Isee non superiore a 10mila euro, che passa a 13mila euro per i residenti che si trovano in stato di disoccupazione o cassaintegrati per almeno sei mesi durante quest’anno. Altro requisito fondamentale è quello di non possedere automobili e motoveicoli di alta cilindrata.
Il valore dei buoni in distribuzione è calcolato secondo il numero dei componenti del nucleo familiare: 150 euro al singolo cittadino, 200 euro due componenti, 300 euro dai 3 ai 4 e 400 euro dai 5 e oltre. Il coupon dovrà essere ritirato dai soggetti assegnatari entro il prossimo 30 novembre, pena la decadenza dal beneficio.
Parte per tempo quindi il Comune con questo progetto che, nella sua versione sperimentale, ha ottenuto il favore di tantissime persone (con l’avvallo anche dei rappresentanti sindacali). La prima volta dei Bac fu messa in piedi in fretta e furia nel novembre 2012, per dare modo di utilizzare i tagliandi durante le passate festività natalizie e nel successivo periodo di saldi nel commercio. In quell’occasione risposero ben 243 famiglie di Monsummano. In 212 ottennero poi l’agevolazione (14% singoli e i restanti nuclei più numerosi) visto il fondo messo a disposizione in bilancio, pari a 60mila euro. Anche le attività commerciali del territorio aderirono in buon numero: tra il centro storico e le varie frazioni, in tutto si contarono 32 esercizi in cui era possibile presentarsi con il buono fornito dal Comune.
Furono diverse le categorie merceologiche rappresentate: dalle farmacie ai distributori di benzina, dai negozi di abbigliamento alle ortofrutta e agli alimentari, fino ai supermercati. Se ottennero benefici sia le farmacie che i distributori di carburante, arrivarono delle perplessità sulla convenzione con i centri commerciali. In un’inchiesta del Tirreno molti negozianti polemizzarono sull’effettivo bisogno di clienti degli spazi a media superficie, dove i cittadini utilizzarono la maggior parte dei tagliandi a loro disposizione a discapito proprio delle attività di vendita al dettaglio, destinatari principali dell’aiuto promosso dall’amministrazione. (lu.si.)
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