Sicurezza
Frana sopra Vangile Lavori per 60mila euro
MASSA COZZILE. Quanto costa mettere in sicurezza la natura? Perché di un evento naturale si tratta. L’amministrazione comunale ha approvato in questi giorni il progetto definitivo per le opere di...
MASSA COZZILE. Quanto costa mettere in sicurezza la natura? Perché di un evento naturale si tratta. L’amministrazione comunale ha approvato in questi giorni il progetto definitivo per le opere di stabilizzazione dei movimenti franosi all’incrocio tra via Carpiglioni e via provinciale Colligiana, a sud del colle di Massa, poco sopra la frazione di Vangile.
Oltre 60mila euro per ripristinare un tratto di carreggiata (fino a oggi chiuso alle automobili), unica via di accesso alle abitazioni di sei famiglie residenti, interessato da un movimento franoso avvenuto il 20 marzo scorso, quando violenti acquazzoni provocarono numerosi disagi in tutta la Valdinievole.
L’intervento consiste nell’applicare alla base della frana una struttura poggiante di cemento armato su cui installare una “grata viva” di 45 metri quadrati di estensione, formata da una serie di tronchi a “maglia rettangolare” fissati tra loro, che avrà lo scopo di contenere il terreno e ricostruire l’originaria pendenza del versante. Il lavoro sarà poi completato con la sistemazione della carreggiata di via Carpiglioni e con la realizzazione di una corretta regimazione idraulica delle acque meteoriche.
Se per questo progetto l’amministrazione ha trovato i soldi, pare molto più difficile stanziare dei fondi per l’altra calamità registrata sul territorio sempre nello scorso mese di marzo. Il riferimento è alla frana lunga 40 metri che ha interrotto, nella sua parte centrale, via Bozzo, stradina vicinale carrabile di 1,5 chilometri che collega i borghi di Massa e di Cozzile (una diramazione dell’antica direttrice lastricata tra i due colli). Qui l’intervento è più complesso e consiste nel palificare a valle, sbancare a monte e allargare la viuzza di cinque metri lungo tutto il fronte della frana, per consentire il passaggio dei mezzi (ora vietato). E naturalmente servono più soldi, circa 80mila euro, che il Comune spera di ottenere dallo sblocco del patto di stabilità dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale.
Anche perché quella che oggi può sembrare una spesa, in realtà, può essere un risparmio domani.
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