Sicurezza
«Nessuna guerra sul caso McDonald’s»
Il sindaco di Massa getta acqua sulla polemica con Montecatini: l’importante è avere posti di lavoro sul territorio
MASSA COZZILE. Nessuna polemica e nessuna accusa. Anche perché, in fin dei conti, McDonald’s arriva in Valdinievole, portando lavoro. Questa è l’unica cosa che, in questa storia, vale davvero. L’obiettivo di accogliere nei propri confini il gigante del fast food è satto raggiunto di un di un soffio (e di pochi metri) da Montecatini, ma Massa non si mette le mani fra i capelli. La pensa così Massimo Niccolai, sindaco di Massa Cozzile, che affida al Tirreno la ricostruzione di una vicenda che ha gettato qualche ombra sul suo operato e su quello degli uffici comunali.
«L’emissario nella nostra zona di McDonald’s (l’imprenditore Vincenzo Galliano, quello che ha fatto sbarcare la multinazionale a Pistoia e a Montemurlo ndr) è venuto da me nel 2009, dopo tre mesi che la mia giunta si era insediata – spiega Niccolai – a quel tempo illustrai a questa persona qual’era la tempistica secondo la legge per aprire la struttura, gli spiegai che i tempi erano un po’ lunghi. Lui andò così con i suoi collaboratori in Comune a Montecatini e ottenne una prelazione sul terreno dove adesso sono partiti i lavori di costruzione (davanti al concessionario “Guidi Car”, al confine con Mondolandia Village” ndr). Passati alcuni mesi, loro tornarono da noi per avere chiara la situazione, e io fui in grado di fornirgli una tabella dei tempi più precisa. Ho annunciato delle date che noi, come Comune, abbiamo rispettato, visto che entro la fine di settembre entrerà in vigore la variante specifica. Va detto, però che non era questa la strada originaria da cui l’operazione doveva passare. Sta tutto qui il motivo che ha portato all’allungamento dei tempi».
«Perché l’apertura del McDonald’s – continua il sindaco di Massa – era inserita in una variante più ampia, legata a un progetto di viabilità generale sulla Camporcioni, predisposta dalla Provincia. Sul tavolo c’era già l’accordo tra le varie amministrazioni e la previsione del nuovo polo di ristorazione. Purtroppo però tutto questo è saltato per i tagli lineari ai fondi provinciali imposti dal governo. E allora siamo dovuti ricorrere alle varianti ordinarie, che hanno procedure molto più lente. Io posso recriminare su questo, non certo sul lavoro degli uffici per approvare la variante. Quando ha saputo qual’era lo scenario, l’imprenditore è probabilmente tornato a Montecatini e ha ritenuto migliori la sua offerta. Ha cambiato strategia e ha scelto quell’area invece che la nostra».
Tra i due fuochi, quindi, c’era l’imprenditore. Che quattro anni fa, quando le attuali amministrazioni sono entrate in carica, era di fronte a un bivio. Ha imboccato le due strade senza, per lungo tempo, prenderne alcuna. Ha portato avanti due progetti distinti valutando le diverse condizioni. In pratica, ha fatto il suo mestiere. Intanto, le farraginose burocrazie proseguivano nel loro corso. Poi si è aperto un varco: il via libera da parte di Montecatini alle opere di bonifica idraulicA sull’area prescelta. A questo punto la decisione finale. Con la prospettiva di una cinquantina di nuovi posti di lavoro, ciò che conta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
