Sicurezza
Comune “inerte” per la demolizione, provveda la Regione
Visto che il Comune non è riuscito a far demolire quell’illecito edilizio, ecco che i ricorrenti giocano la carta della Regione
Visto che il Comune non è riuscito a far demolire quell’illecito edilizio, ecco che i ricorrenti giocano la carta della Regione. Così in questi giorni è partita una richiesta di “intervento sostitutivo” in seguito “all’inerzia del Comune di Montecatini”.La vicenda si trascina da diversi lustri e vede contrapposta la società “Il Fienile”, proprietaria di un fabbricato colonico ristrutturato in via della Querceta; e la società immobiliare Francesca srl, che ha costruito una palazzina con rimesse e posti macchina su un appezzamento di terreno alla stessa altezza della strada alberata che immette in via della Querceta. E proprio la strada vicinale, di proprietà dell’Inps, con servitù di passaggio, è al centro della disputa legale. Nel ricorso alla Regione con richiesta di intervento sostitutivo, Il Fienile spiega che “la strada alberata è chiusa all’inizio da un cancello e da esso si accede alla pubblica via della Querceta. Secondo l’atto costitutivo della servitù tale cancello doveva restare chiuso a difesa dei fondi. Si tratta di un ingresso di prestigio, che immette in un viale ombroso, che percorre un terreno di proprietà dell’Inps, conducendo prima alla casa di proprietà del Fienile e poi a un grande edificio di proprietà dell’Inps. Tutta l’area è inserita nel Prg di Montecatini in zona omogenea A (conservazione ambientale) nella quale è vietata ogni trasformazione morfologica del suolo”. Fin qui la descrizione. Il caso nasce invece dal fatto che nella concessione edilizia, dicono i ricorrenti, “si escludeva ogni possibilità di passaggio per la strada che attraversa la proprietà dell’Inps. Cioè era previsto un accesso diverso e lontano dal Fienile”. Invece, “in forza di una autorizzazione provvisoria risalente al febbraio 1993, la società immobiliare Francesca ha costruito uno stradello che porta al suo fabbricato. Si trattava di una autorizzazione precaria di passaggio per facilitare i lavori di costruzione dell’edificio stesso”. Fatto sta che il provvisorio è poi di fatto diventato definitivo.
Di qui il lungo iter di ricorsi che aveva portato il Comune a “iniziare un procedimento per la demolizione che, però, è stato più volte sospeso”.
E nonostante alcuni lavori ritenuti parziali dal Fienile, “la demolizione dello stradello è del tutto inesistente”. Di qui una situazione di “inerzia dell’autorità comunale”, secondo i ricorrenti, che si sono rivolti alla Regione affinché con i propri poteri sostitutivi faccia provvedere alla demolizione.
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