Il Tirreno

Montecatini

All’ultima freccia trionfa San Francesco

di Luigi Spinosi
All’ultima freccia trionfa San Francesco

Dopo un testa a testa con Santa Maria è decisivo il tiro di Giacomo Celli, commosso ricordo della tamburina scomparsa

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PESCIA. I tamburini e gli sbandieratori fremono, mentre i responsabili del Rione Santa Maria invitano i propri figuranti a stare calme, a non fare invasioni del campo di tiro per festeggiare, per non rischiare la squalifica: si sta per scoccare l’ultima freccia, e per il rione biancorosso sembra ormai fatta. In quel momento Santa Maria ha completato l’opera, sorpassando per la seconda volta San Francesco nella classifica parziale. Lo ha fatto centrando con Davide Ercolini il bersaglio piccolo, quello che vale 60 punti. È l’unico, su 12 arcieri saliti in pedana sino a quel momento, a esserci riuscito. È un bersaglio difficile da centrare, e riuscire a beccarlo è l’unica possibilità che ha San Francesco per vincere, e comunque poi Santa Maria avrà ancora un tiro a disposizione (Ferraia e San Michele sono per la matematica ormai fuori dai giochi).

Insomma all’ultimo tiro dell’ultima voleé i giochi sembrano quasi chiusi a favore del quartiere del Duomo. Sembrano. Perché, con una freddezza incredibile, Giacomo Celli – ultimo arciere di San Francesco – riesce nell’impresa. La sua freccia, tirata anche velocemente, colpisce il piattino di porcellana da 10 centimetri, e da 60 punti. Un boato, di gioia da una parte, di delusione dall’altra, accompagna la caduta dei frammenti di porcellana ai piedi del paglione. Un boato che si fa ancora più forte quando Luca Nanni sbaglia la freccia che poteva valere il terzo e decisivo sorpasso del Santa Maria. I giochi sono fatti, manca la dichiarazione di fine gara da parte del giudice e i supporter di San Francesco devono contenere la loro gioia, mentre Giacomo Celli è in ginocchio, braccia al cielo, in segno di giubilo.

San Francesco si riprende, dopo due anni, il Palio. Ed è, alla fine dei giochi, un risultato meritato. Gli arcieri fulvo-azzurri sono stati premiati anche per la loro partenza sprint, che li ha visti allungare subito sugli avversari, subendo la rimonta, ma reagendo alla stessa, di Santa Maria, in un “derby della sponda orientale del Pescia”. Dopo la prima serie di tiri, grazie soprattutto ai primi due arcieri, San Francesco si è portata a 185 punti, mettendo un abisso con gli inseguitori: Ferraia 100, Santa Maria 90, San Michele 60. Nella seconda serie di tiri la gara si fa più equilibrata: alla terza delle quattro pedane addirittura Santa Maria passa avanti (230 a 225) ma dura solo un attimo. In chiusura di prova basta un bersaglio a San Francesco per riportarsi avanti (245 a 230), mentre grazie a una straordinaria prova di Roberto Silvestri, autore di 90 punti nel suo turno, anche San Michele si fa sotto portandosi a 210 (Silvestri all’ultimissima freccia beccherà anche il bersaglio da 60 punti, ma ormai è troppo tardi). Dietro a tutti, e di parecchio, è Ferraia. Una posizione sorprendente alla luce delle prove di riscaldamento a paglioni vuoti, quando il rione rosso-oro aveva inanellato una serie di centri capace di spaventare chiunque.

Ma la gara è un’altra cosa, e lo si è visto. Così come si è visto che – confermando una tradizione del Palio – bisogna aspettare sempre l’ultima freccia.

Con questo risultato San Francesco abbandona l’ultimo posto solitario dell’albo d’oro, agganciando a quota sei vittorie San Michele.

La gara, gli spettacoli che hanno fatto da intermezzo, e la festa finale, sono stati la degna conclusione di una bellissima giornata, con Pescia invasa da visitatori per assistere non solo alla disfida degli arcieri, ma anche al sempre affascinate corteggio medievale che, attraversando i quattro rioni, ha fatto da prologo allo scagliar delle frecce. Molto successo anche l’accampamento medievale allestito dalle Pro loco di Montecatini Alto e di Larciano in piazza Mazzini. Sin dal primo pomeriggio in città era un rimbombare di tamburini e tamburini, che, partendo dalle proprie sedi, si sono radunati per dar vita al corteggio storico, al quale hanno preso preso parte, in una elaborata veste medievale anche il sindaco di Pescia Roberta Marchi. Sindaco protagonista involontaria anche di un paio di episodi curiosi: la gaffe del presentatore Michele Vestri («È il suo ultimo palio» ha detto, ignorando che l’anno prossimo sarà probabilmente di nuovo candidata) e i fischi che le sono arrivati da parte di qualche spettatore al momento della premiazione delle varie autorità presenti. Invece solo applausi e tantissime lacrime quando, premiando i familiari, è stata ricordata Sara Gabrielli, la tamburina di Querceta, ma di casa a Pescia, scomparsa improvvisamente poche settimane fa ad appena 22 anni.

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