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Consigliere rinuncia al gettone di presenza

Consigliere rinuncia al gettone di presenza

Scannella (Pdl): «Se tutti facessero così in un anno avremmo 160mila euro in più per i servizi»

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MONSUMMANO. Il gettone di presenza? No, grazie, ci rinuncio. Questa la decisione del consigliere comunale, eletto da indipendente nelle liste del Pdl, Tiziana Adele Scannella. Una decisione che, certo, può prestare il fianco ad accuse di demagogia, ma che comunque rappresenta un segnale importante. La decisione è stata comunicata ieri, con una lettera al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario comunale, dalla stessa Scannella.

«Stiamo attraversando un periodo di particolare difficoltà per il nostro paese – si legge sulla lettera – e ritengo sia doveroso dare un segnale di solidarietà nei riguardi di tutti quei cittadini che si trovano a vivere situazioni di estremo bisogno».

«In un momento cosi difficile credo sia importante testimoniare, con gesti piccoli e grandi – continua il consigliere – come cittadina prima che come rappresentante di questa comunità, che è ancora possibile venire fuori da questi momenti bui, e che la fede e la speranza non va mai persa, perché proprio in questi momenti la forza dei nostri valori e delle nostre idee, e dei nostri sentimenti deve venire fuori. Il consigliere comunale rappresenta il cittadino e deve essere da esempio per tutti; deve dimostrare di impegnarsi come amministratore con quel senso di servizio volontario. L’attuale congiuntura economico-finanziaria suggerisce di limitare al minimo le spese a carico dei bilanci pubblici».

Quindi lancia un invito a tutto il consiglio comunale, che «potrebbe intraprende questo percorso virtuoso, al fianco di tutti i cittadini e le cittadine che stanno affrontando considerevoli sacrifici. La somma tra gettoni di presenza, in consiglio comunale e nelle commissioni consiliari, e le indennità di funzione di sindaco, assessori e presidente del consiglio, in un anno si aggirano intorno ai 160mila euro, che potrebbero essere destinati in un apposito capitolo di spesa tale da incrementare la somma concessa ai neonati, alle famiglie o a progetti di infrastrutture e servizi, come scuole, asilo nido, palestre e quant’altro».

Quindi l’annuncio di voler lasciare il suo gettone a disposizione: «Se il mio contributo può servire ad alleviare il sacrificio di qualcuno, allora è giusto farlo. Anche se è una goccia, ma la mia goccia nell’oceano deve esserci. Probabilmente servirà a poco, ma nella speranza di non urtare il sentimento di alcuno, vorrei riuscire a testimoniare quello in cui credo».

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