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Colline artificiali o spazio gioco al posto della discarica del Fossetto

Colline artificiali o spazio gioco al posto della discarica del Fossetto

Iniziati gli incontri con la popolazione per decidere quale volto dare all’area dopo la dismissione dell’impianto prevista nel 2019. I soldi (tanti) per la bonifica arriveranno dalla Cmsa

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MONSUMMANO. Va avanti senza ripensamenti il progetto di ampliamento della discarica del Fossetto. Dopo l’approvazione da parte della Regione del piano interprovinciale dei rifiuti, che prevede la realizzazione della settima vasca con una capienza di 280mila metri cubi e il procrastinamento della dismissione dell’impianto di smaltimento dall’anno in corso al 2019, ora si apre la discussione intorno alla “Via”, la valutazione di impatto ambientale, un documento senza il quale non può arrivare l’autorizzazione per un progetto simile di stoccaggio e smaltimento.

E c’è da scommetterci che ritorneranno pure le proteste dei cittadini e dei lavoratori della vicina Iti Packaging, azienda interessata da un esproprio di terreno proprio per permettere la costruzione della nuova vasca di accumulo. Mercoledì sera una riunione pubblica ha fatto il punto della situazione ed è stata l’occasione per illustrare ai cittadini il piano di recupero paesaggistico e ambientale dell’area, in cantiere dell’amministrazione una volta che la discarica andrà in chiusura (e che il Comune pagherà con i 520mila euro della tassa ambientale corrisposta ogni anno dalla Cmsa, i gestori dell’impianto). Si tratta di un’opera di generale bonifica per la realizzazione di un ampio parco pubblico fruibile dalla popolazione, così da rendere la zona gradevole e implementare lo spazio con le specificità del padule di Fucecchio.

Cinque sono gli indirizzi pensati. Si parte dalla realizzazione di un nuovo reticolo idrografico dell’area del Fossetto limitrofa all’impianto (con lo spostamento del rio del Carro e il “disegno” di un paesaggio fluviale). Si continua con la creazione di un profilo di sistema collinare come quello che caratterizza Montevettolini. Poi la ricostruzione, lungo i rilievi artificiali, di ambientazioni specifiche e di una matrice paesaggistica simili a quelle della collina, con posa della prima pietra del parco territoriale attraversato da una rete di percorsi ciclopedonali e da stazionamenti destinati al gioco (in sostanza una spazio verde aperto al pubblico). Infine, la sistemazione in alcuni punti di piante tipiche “con inserimento di formazioni a bosco di specie idonee per il recupero ambientale dei siti”.

Interventi che devono inserirsi, senza portare mutamenti, nell’habitat naturale del Padule. I soldi che serviranno al Comune per portare a compimento il progetto di recupero sono tanti, ed è per questo che dagli uffici contano di ricevere ancora per qualche anno quei 520mila euro pagati dalla Cmsa. Comunque, se la Via darà parere favorevole, della questione se ne tornerà a parlare tra qualche anno, sicuramente da qui al 2019, quando la discarica andrà verso la sua effettiva (e definitiva) dismissione.

Luca Signorini

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