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L’ex sindaco: «Serve chiarezza sul perché»
«Finalmente qualcuno ne parla»: inizia così l’intervento di Pietro Neri, ex sindaco di Ponte Buggianese, a proposito della non organizzazione, per la prima volta in quasi mezzo secolo, della sagra...
«Finalmente qualcuno ne parla»: inizia così l’intervento di Pietro Neri, ex sindaco di Ponte Buggianese, a proposito della non organizzazione, per la prima volta in quasi mezzo secolo, della sagra del ranocchio di Anchione. Un intervento per chiedere chiarezza sui motivi della mancata organizzazione, in modo da far sì che il prossimo anno la rassegna torni ad allietare l’estate della Valdinievole.
« Mia madre, 44 anni fa, mi chiese di dipingere un grosso ranocchio “perche lo voleva regalare ad alcuni suoi amici” – scrive Pietro Neri – mi misi a dipingerlo con impegno. Una volta ultimato mia madre lo portò ai suoi amici, che erano gli organizzatori della prima Sagra del Ranocchio di Anchione. Quel ranocchione fece bella mostra di sé sospeso nell’aria sopra l’ingresso della sagra. L’ho rivisto qualche mese fa, grazie al video pubblicato dall’amico Bruno Nannini sulla pagina Fb di “Anchionesi si nasce ... un si diventa”. Uso, forse impropriamente, i miei più cari ricordi per dire che non mi sono piaciute le modalità con cui si è posto fine a quest’esperienza. La comunità di Anchione non ne ha discusso e soltanto alcuni, forse legittimamente ma senz’altro inopportunamente, hanno preso la decisione. Chiedo a loro, e spero che siano anche altri a farlo, di spiegare pubblicamente i motivi. È un atto dovuto a tutti coloro che per anni hanno contribuito alla buona riuscita della Sagra e alla memoria di coloro che l’hanno originariamente pensata e fatta crescere negli anni. Forse, in quell’occasione, potremo trovare i motivi e la forza per una nuova riedizione».
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