Il Tirreno

Montecatini

Niente libri per i bimbi delle elementari

di Paolo Lombardi

La protesta delle cartolerie di Pescia: «Non diamo i testi se non viene presentata la cedola»

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PESCIA. Nelle cartolerie di Pescia è a rischio la distribuzione dei libri delle scuole elementari del Comune di Pescia . Lo denuncia in una nota la Confcommercio di Pistoia.

«Se non saranno consegnate le cedole librarie – scrive il sindacato di categoria –nei primi giorni di scuola a rischio la distribuzione dei libri delle scuole elementari del Comune di Pescia.

Si parla di centinaia e centinaia di bambini. Ma cosa è successo?

«Le cartolerie aderenti a Confcommercio Pistoia – si legge nel comunicato – denunciano gravi ritardi, negli ultimi anni, nelle consegne delle cedole librarie ed il conseguente dilazionarsi dei termini di pagamento delle competenze spettanti.

«In un periodo economicamente svantaggiato come quello che stiamo attraversando tale condotta sta mettendo a dura prova i bilanci delle aziende del settore, costrette molte volte, a ricorrere al credito per sopperire alle lacune burocratiche della Pubblica Amministrazione.

«Alla luce di ciò le cartolerie aderenti a Confcommercio Pistoia informano che saranno consegnati i libri delle elementari solo contestualmente alla presentazione delle cedole e non prima dell’inizio delle scuole, come avveniva negli anni scorsi. Tale iniziativa comporterà un notevole ritardo nella consegna dei testi scolastici agli alunni.

«Al fine di evitare i suddetti spiacevoli disagi, le cartolerie aderenti a Confcommercio propongono che la distribuzione delle cedole librarie dei prossimi anni scolastici avvenga contemporaneamente alla consegna delle pagelle, come avviene in altri Comuni limitrofi».

Insomma si denuncia di fatto una certa inerzia da parte dell’amministrazione pubblica a Pescia.

«Per l’anno in corso, altresì – conclude il comunicato della Confcommercio – le aziende del settore, auspicano una solerte distribuzione delle cedole librarie da parte degli Istituti allo scopo di evitare i possibili disguidi per l’utenza dovuti all’iniziativa in atto».

La vicenda ha anche un aspetto paradossale. Perchè andare i primi giorni a scuola senza il libro di testo è ancora peggio di quabto fa Pinocchio.

Che usa il suo abbecedario come merce di scambio per avere i soldi per andare a vedere lo spettacolo di Burattini di Mangiafuoco.

Quell’Abbecedario (da abc) che mastro Geppetto aveva comprato vendendo la sua giacca e restando a battere i denti per il freddo.

A Pescia (e quindi anche a Collodi, il paese di Carlo Lorenzini) invece i bambini avranno il loro abbecedario (in tempi più recenti si chiamava sussidiario)solo a scuola iniziata. Sempre che le cose non cambino.

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