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Interrogazione a pescia

«Multe a raffica, ma solo per ripianare i buchi in bilancio»

«Multe a raffica, ma solo per ripianare i buchi in bilancio»

PESCIA. Ben vengano le multe, quando queste servono a punire comportamenti scorretti e a educare al rispetto delle regole. Ma quanto sta avvenendo in alcune zone di Collodi, secondo i consiglieri...

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PESCIA. Ben vengano le multe, quando queste servono a punire comportamenti scorretti e a educare al rispetto delle regole. Ma quanto sta avvenendo in alcune zone di Collodi, secondo i consiglieri Giovanna Papini di Pescia Democratica e Marco Ardis del Gruppo Misto (che hanno presentato un’interrogazione), l’impressione è che a Pescia si voglia soprattutto “far cassa”.

«Stiamo assistendo negli ultimi tempi – scrivono i consiglieri – a una recrudescenza di stampo repressivo del fenomeno delle multe per violazione del codice della strada applicate dal corpo di polizia municipale». Papini e Ardis ribadiscono di considerare fondamentale il rispetto delle leggi soprattutto in materia di sicurezza stradale, ma «ci sono diversi modi di educare i cittadini alle regole, soprattutto quando esse sono ai limiti della comprensione umana e sembrano individuate non tanto per tutelare la sicurezza, quanto per penalizzare indiscriminatamente gli utenti».

«Quando pattuglie di vigili – si legge sull’interrogazione – si appostano con rilevatori di velocità su strade con il limite di 30 km orari, come per esempio in alcune zone di Collodi, sapendo perfettamente che quel limite il 90% degli automobilisti non lo rispetteranno, con multe a doppia cifra; oppure quando appaiono a orologeria in alcune zone del centro, soprattutto in zona Duomo e ospedale, per elevare sanzioni a raffica per divieto di sosta, ci viene il legittimo sospetto che a codesta amministrazione importi poco il senso civico e l’educazione stradale, ma importi molto di più fare cassa indiscriminatamente sulla pelle dei cittadini, per ripianare il buco di bilancio frutto delle proprie incapacità. Così che ai cittadini di Pescia, non basti avere la tassazione per aliquote addizionali Irpef e Imu tra le più care della Regione, ma si ritrovi con la beffa di cadere in veri e propri agguati urbani, seppur legali, per dissanguarli ancora di più a vantaggio delle sempre più fameliche e bisognose casse pubbliche del comune di Pescia».

«Questo atteggiamento eccessivamente repressivo del corpo di polizia municipale – chiedono i consiglieri – è frutto di precise politiche di indirizzo fornite dalla sua amministrazione o attiene all’impostazione fornita al corpo dal nuovo comandante? È vero che esiste un apposito budget per gli introiti da proventi convenzionali fornito alla polizia municipale dall’amministrazione e che questo budget rispetto all’anno precedente è aumentato del 50%? Non ritiene l’amministrazione che tali enormi obiettivi di budget da proventi da contravvenzioni portino il corpo dei vigili urbani di Pescia a adottare comportamenti eccessivamente repressivi e modalità che entrano in conflitto con un equilibrato rapporto col cittadino, che si aspetta di essere assistito e protetto, non solo sanzionato? Cosa intende fare la sua amministrazione?».

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