Gioco
«Non facciamoci scippare anatomia»
Il presidente della Società della Salute conferma la volontà di aprire (a ottobre) il laboratorio a Pescia, ma teme l’area vasta
PESCIA. La vera preoccupazione non è se il laboratorio di anatomia patologica verrà aperto a Pescia, ma se resterà. Anzi, se addirittura resterà nella nostra provincia. Sintetizzando al massimo così – interpellato dal Tirreno – il presidente della Società della Salute e della Conferenza dei sindaci della Valdinievole, ossia il primo cittadino di Buggiano Daniele Bettarini, risponde alle preoccupazioni sulla struttura di via Battisti destinata a ospitare il laboratorio, costata milioni di euro, ma ancora chiusa.
Preoccupazioni sollevate da La Destra in una sua nota, in cui veniva smentita la motivazione dell’Asl per la ritardata apertura (ossia la mancanza dell’autorizzazione del Genio Civile, cosa che però non risultava al Genio Civile stesso). Così il segretario pesciatino de La Destra Marco Braccini adombrava un’ipotesi inquientante, quella di un tentativo – da parte dell’Asl – di favorire i progetti regionali di accentramento di anatomia patologica all’interno dell’area vasta.
Da parte sua Bettarini rassicura sulla prossima apertura della struttura, e anche su quelle che sono le intenzioni dell’Asl. Ma non rassicura affatto sui progetti della Regione. Anzi, il timore di un accentramento del servizio in ambito di area vasta è forte, fortissimo. Ma, sottolinea, proprio per questo ci sarebbe la volontà di far partire al più presto anatomia patologica, anche da parte della stessa Asl. «Anche a me risultava che fosse tutto a posto sotto il profilo del Genio Civile – spiega il sindaco di Buggiano – e ho ricevuto precise rassicurazioni dal direttore generale dell’Asl 3 sulla volontà di aprire il laboratorio di Pescia. Anzi, la volontà è di farlo il prima possibile, risolte le ultime formalità burocratiche, proprio perché all’orizzonte si prospetta un grave pericolo, ma che non dipende dalla nostra Asl».
Il pericolo è quello prospettato appunto da Braccini, quello di un accorpamento a livello di area vasta Pistoia-Prato-Firenze, che vorrebbe dire – come sta accadendo con la centrale del 118 – una candidatura del capoluogo toscano ad accentrare tutto.
«Non è una prospettiva tanto assurda – prosegue Bettarini – che la Regione proceda in questa direzione. E proprio per questo con il direttore generale si è concordato che prima si apre, meglio è, così potremo eventualmente giocarci meglio le nostre carte».
E i tempi? Quando finalmente si aprirà quel portone in via Battisti: «Con la fine dell’estate – chiude il sindaco – il programma prevede l’apertura del nuovo pronto soccorso a fine settembre, quindi quella di anatomia patologica a ottobre e a seguire l’apertura della nuova radiologia».
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