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Gli operai sono tornati alle Leopoldine

Gli operai sono tornati alle Leopoldine

Via ai lavori per le operazioni di sistemazione dei pozzi: a gennaio prevista la riapertura del cantiere della piscina termale

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MONTECATINI. Due anni, quattro mesi e una manciata di giorni. Tanto è durato il “calvario” alle Leopoldine che ha idealmente coinvolto tutti i montecatinesi dal 31 marzo 2011, giorno in cui anche l’ultimo degli operai della Cmsa uscì dal cantiere, e la riapertura dei lucchetti con quelli che (prudentemente) si chiamano ancora “lavori propedeutici”.

Ad accompagnarci dentro quello che ancora tutti speriamo possa diventare il tempio del benessere è, per conto delle Terme, l’ingegner Gino Lenzi. «La Cmsa – ci spiega – è tornata alle Leopoldine per preparare l’area al passaggio dei macchinari dell’impresa Samminiatese Pozzi». L’ultimo operaio a uscire fu della Cmsa, il primo a rientrare è della stessa cooperativa. A regime erano in 60 persone a lavorare alle Leopoldine, oggi solo 4 o 5. Ma, come detto, sono solo interventi preparatori rispetto alla vera e propria riapertura del cantiere.

«La Cmsa – spiega Lenzi – sta risistemando il cantiere, eliminando i dislivelli e creando rampe per i macchinari. A fine agosto arriveranno i tecnici della Samminiatese per intervenire, in una prima fase, sul pozzo aperto nel 2009, sul quale sarà inserito uno speciale filtro per evitare che l’acqua venga contaminata da sabbia e residui vari». «Conclusa la fase uno – prosegue Lenzi – si comincerà a lavorare sul vecchio pozzo, quello che attualmente rifornisce tutti gli stabilimenti, sia per la cura idropinica che per i fanghi e le inalazioni».

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