Il Tirreno

Montecatini

Protocollo d’intesa a rischio se arriva il nuovo dirigente

di David Meccoli
Protocollo d’intesa a rischio se arriva il nuovo dirigente

Inaccettabile per i sindacati la spesa a fronte dei sacrifici dei lavoratori Non tranquillizza l’idea di subordinarla al prepensionamento di due quadri

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MONTECATINI. Il dirigente serve alla società, ma la sua assunzione diventa subordinata alla messa in prepensionamento di due quadri aziendali: questo il senso di una lettera con cui i soci delle Terme (Comune e Regione) hanno dato i nuovi indirizzi all’amministratore unico, Fabrizio Raffaelli. Ed è così che si cerca di prendere tempo per passare un’estate relativamente tranquilla.

Ma i sindacati restano fermi sulle loro posizioni: con un nuovo dirigente salta l’accordo faticosamente trovato nel protocollo d’intesa che prevedeva anche alcuni sacrifici per i dipendenti. Comune e Regione non si sono incontrati (almeno in maniera ufficiale), ma hanno concordato una lettera di indirizzi con destinatario l’amministratore unico delle Terme.

«Nel documento – spiega Raffaelli – sono contenute alcune indicazioni relative al bando per l’assunzione del dirigente. Questa diventa subordinata al perfezionamento del prepensionamento di due quadri e pertanto, visti i tempi ristretti, la scadenza del bando (che sarà pubblicato anche sul sito di Federterme, per garantire la più ampia diffusione) sarà prorogata al 16 settembre. La proprietà ha altresì ribadito l’esigenza di tale nuova figura in azienda».

Non la pensano così i sindacati, che si sono incontrati ieri con l’amministratore unico, dal quale hanno ricevuto il piano industriale aggiornato. «In un momento in cui si chiedono sacrifici ai lavoratori – dice Luisella Brotini, di Filcams Cgil – non se ne parla nemmeno dell’assunzione di un dirigente. È assurdo ragionare in termini di un due per uno: si tratta di funzioni diverse in settori diversi e verrebbero a mancare delle competenze specifiche. A questo punto meglio un direttore generale, anche se non certo in questa fase».

«Non c’è assolutamente bisogno di un dirigente – dice Aniello Montuolo, di Fisascat Cisl – e casomai si potrebbe prima guardare all’interno dell’azienda. Poi un dirigente costerebbe 70mila euro e si dovrebbero pagare anche gli incentivi a chi va in pensione: si tratta di spese inutili e sbagliate. Se si va avanti su questa strada rivedremo gli impegni presi con la firma sul protocollo».

Poi ecco una possibile via d’uscita: «Il bando – dice Brotini, ma lo stesso concetto è ribadito anche da Montuolo – sembra sia stato fatto apposta per qualcuno. Se una persona si era resa disponibile a ricoprire un ruolo in un momento di difficoltà dell’azienda e ora viene reinserita con la precedente mansione, noi non abbiamo nulla da eccepire. Ma un bando per un dirigente è invece una strada sbagliata».

Oggi, intanto, i sindacati spediranno alla proprietà una lettera con una richiesta urgente d’incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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