Il Tirreno

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Una mobilitazione per il giudice di pace

di Luca Signorini
Una mobilitazione per il giudice di pace

Con la soppressione delle sedi distaccate dei tribunali la Valdinievole rischia di restare senza questo servizio

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MONSUMMANO. Ora inizia la corsa contro il tempo per mantenere il giudice di pace sul territorio. E non sarà una corsa facile. Dopo il trasferimento di postazioni lavorative, dotazioni informatiche e materiale cartaceo dalle preture distaccate di Pescia e Monsummano al tribunale di Pistoia, trasloco che è iniziato lunedì e si è concluso venerdì, nel pensiero dei sindaci della Valdinievole e dei cittadini c’è la sorte del magistrato che dirime le piccole controversie civili e amministrative con giurisdizione territoriale.

Un po’ tutti (eccetto il Comune di Marliana che si troverebbe bene con il giudice di pace di stanza a Pistoia) vorrebbero un ufficio in zona, in grado di avere la competenza per l’area vasta che da Pescia arriva a Lamporecchio. La riflessione è appena partita. Perché a oggi in Valdinievole ne restano sempre due di vecchi conciliatori (come si chiamavano una volta): uno a Pescia (che ha competenza fino a Buggiano) e l’altro a Monsummano (da Massa Cozzile a Lamporecchio), sempre ospiti dei tribunalini ormai formalmente chiusi. La legge (il decreto legislativo 156/2012) dice che l’accorpamento, il trasferimento o la nuova destinazione ci sarà, ma non prima del 29 aprile 2014, quando il ministero della Giustizia stilerà l’elenco definitivo degli uffici soppressi. C’è quindi ancora un po’ di tempo per lavorare a una soluzione.

«Per ora i giudici di pace resteranno dove sono – spiega il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni – ma come sindaci della Valdinievole dobbiamo impegnarci a ridisegnare il suo perimetro giurisdizionale di area. Non avrebbe più senso mantenerne due, sarà necessario invece riorganizzare l’ufficio per una competenza dell’intero territorio. Questa è la condizione fondamentale per non perdere questo servizio e non fare andare tutti i nostri cittadini a Pistoia».

Anche perché c’è un problema di costi, che sono a carico delle amministrazioni. Intanto la spesa per le ex preture che non possono rimanere aperte solo per accogliere il giudice di pace. Poi quella per l’organizzazione stessa dell’ufficio che, nei due casi della Valdinievole, impiega a testa almeno quattro persone. Va trovata quindi un’unica e nuova sede che alleggerisca il carico sui bilanci comunali.

«Ma secondo me su questo aspetto ci sono meno problemi – dice Vanni – noi qui a Monsummano, per esempio, abbiamo un ampio stanzone di 200 metri quadrati al piano superiore del Ceq e su via della Costituzione che sarebbe sede perfetta. Prima di tutto, però, va trovata un’intesa a livello istituzionale sull’ampliamento del perimetro giurisdizionale del giudice di pace».

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