Italia
Sfruttavano i viado Cinque arresti
MONTECATINI. Sapevano di venire in Italia per vendere il loro corpo. Quello che però non sapevano era che, una volta arrivati, dovevano esercitare in strada, pagando una sorta di affitto della...
MONTECATINI. Sapevano di venire in Italia per vendere il loro corpo. Quello che però non sapevano era che, una volta arrivati, dovevano esercitare in strada, pagando una sorta di affitto della piazzola, e che se volevano uscire dal giro dovevano versare almeno 20mila euro. Chi si ribellava veniva minacciato e picchiato.
E c’era anche Montecatini tra le “basi operative” delle 5 persone che, accusate di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione, sono state arrestate al termine di un’indagine durata un anno condotta dalla squadra mobile di Pisa e dall’anticrimine del commissariato di Viareggio. Tra le contestazioni anche l’estorsione, la rapina e le lesioni aggravate.
Si trovano in carcere a Lucca i brasiliani, tutti domiciliati a Torre del Lago, Cristiano Moreira Da Silva, 38 anni; Santos De Oliveira, 42 anni e Alexandro Rufin Da Silva, 39 anni. In cella al Don Bosco di Pisa, invece, Daniele Macciò, 36 anni, e Marcos Paulo Fereira Dos Santos, 37 anni, entrambi residenti a Pisa. I quattro brasiliani arrestati sono conosciuti dalla polizia per aver praticato la prostituzione in strada. Mentre Macciò è considerato il factotum e la mente della gang.
I viados di importazione venivano reclutati in Brasile. La banda, stando alla procura di Pisa, prospettava lauti guadagni ai trans che, una volta arrivati in Italia, finivano in strada. L’organizzazione si occupava anche di acquistare i biglietti per il volo e di procurare i documenti e il denaro necessario a superare i controlli alla frontiera e trovarsi anche un alloggio. Di solito i arrivavano dalla Francia con visti turistici e false prenotazioni di alberghi transalpini. Raggiungevano l’Italia in treno dove venivano accolti dai cosiddetti “segretari” che li sistemavano in appartamenti a Viareggio, Pisa e Montecatini. Quando scoprivano che il lavoro sarebbe stato in strada e non in casa in tanti si rifiutavano. E allora la gang imponeva almeno 20mila euro di riscatto per le spese anticipate. Chi tentava di sottrarsi alle regole del clan veniva minacciato e picchiato. Qualcuno, però, ha avuto la forza di chiedere aiuto.(p.b.)
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