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Vellano e l’eccidio nazista E’ polemica sulla data

Vellano e l’eccidio nazista E’ polemica sulla data

Lettera al prefetto dopo che la commemorazione è stata spostata dal 22 luglio al 17 agosto. Fra i residenti ci sono ancora i testimoni di quella violenza

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VELLANO. E’ un pasticcio brutto quello della date sulla celebrazione dell’eccidio di Vellano. Saltato il 22 luglio, data della morte di 13 italiani per mano dei nazisti, ora si parla di ricordare il tragico episodio il prossimo 17 agosto. Ma c’è si oppone e lo spiega in una lettera aperta inviata alla massima autorità govermativa della provincia.

«Illustrissimo Signor Prefetto, Mi rivolgo alla Sua autorevole persona per illustraLe una situazione che definirei grottesca se non fosse per la seria gravità dei fatti che vado ad esporLe.

«Il 22 Luglio 1944 Vellano fu testimone – scrive Domenico Salvadori – di una tragica rappresaglia nazista, causata dalla uccisione di un soldato tedesco per mano di un partigiano.

Da lì scattò la rappreseglia tedesca.

«Furono fatte saltare molte case – ricorda Salvadori – morirono diverse persone, altre due vennero catturate e poi fucilate per un triste bilancio di 13 morti. La commemorazione a viene celebrata ogni anno di fronte alla lapide a suo tempo posta per perenne memoria.

«Sulla lapide si legge, oltre ai nomi dei martiri, la data della tragedia (appunto il 22 luglio 1944). Da diversi anni però le amministrazioni comunali, in collaborazione con il Circolo Arci del paese, hanno commemorato quest'evento sempre in data 17 Agosto giorno in cui, nel solito anno(1944) un partigiano scappò nei boschi dopo aver sparato contro dei tedeschi, questi ultimi, che non avevano riportato vittime, irruppero nel casolare da dove erano partiti i colpi e vi trovarono due persone anziane, marito e moglie, ignare di tutto e le uccisero mentre il partigiano, fuggendo, cadde da solo in un dirupo di una vecchia cava di pietra abbandonata e morì, fu ritrovato il giorno dopo.

«La maggioranza dei paesani ha sempre contestato la scelta di celebrare la commemorazione il 17 agosto perché, a loro parere, l'evento più tragicamente importante era quello del 22 luglio 1944.

«Nel 2009 l'Amministrazione di Pescia viene eletta del Centro Destra e un nostro compaesano viene nominato assessore. Grazie al suo interessamento e alla sua conoscenza storica dei fatti, la data della commemorazione venne riportata sul filo della storia e per tre anni la cerimonia è stata celebrata il 22 luglio, con soddisfazione di tutti e senza proteste da parte di nessuno.

«Per motivi politici l'assessore nostro compaesano da un anno ha lasciato la Giunta e con sorpresa di tutti il 22 luglio di quest'anno non vi è stata commemorazione.

«Alla richiesta di spiegazioni da parte dei cittadini c'è stato detto che il circolo ARCI di Vellano a nome e per conto della popolazione(a cui non era stato chiesto o detto alcunché in proposito), ha richiesto di riportare la commemorazione al 17 agosto, proposta accettata dall'Amministrazione.

«Ci tengo ad aggiungere inoltre che la lapide non riporta solo le vittime del 22 luglio 1944 ma di tutte le vittime degli avvenimenti collaterali avvenuti dopo quello, l'ultimo in ordine di tempo avvenuto il 28 agosto 1944 dove una madre venne uccisa da un cecchino mentre pregava sulla tomba del proprio figlio fucilato il 22 luglio 1944.Questi sono i fatti in sintesi. Riteniamo assurdo questo modo di agire su una questione così delicata che vede molti paesani, che a quell'epoca erano bambini, vivi e memori di quel giorno.

«Chi Le sta scrivendo – ricorda Salvadori – ha una sorella invalida perché, ancora neonata, rimase sommersa dalle macerie procurate dalle esplosioni di quel fatidico 22 luglio 1944.

«Le chiedo gentilmente di usare la Sua autorevole carica per verificare il perché del cambiamento della data di commemorazione, e le motivazioni per cui la stessa Giunta prima modifica la data dal 17 agosto al 22 luglio e poi la riporta dal 22 luglio al 17 agosto.

«Noi cittadini vogliamo giustizia e rispetto per le vittime di quel giorno e soprattutto della verità storica. La politica non ci interessa».

Firmato Salvadori Domenico.

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