Il Tirreno

Montecatini

Una brutta storia dal lieto fine Ma quanti sacrifici

È stata una storia a lieto fine, ma dopo tanto tempo e tanti sacrifici. La storia delle due gemelline figlie di Stefano e Giulia D’Errico si è risolta – da un punto di vista clinico – solo pochi mesi...

2 MINUTI DI LETTURA





È stata una storia a lieto fine, ma dopo tanto tempo e tanti sacrifici. La storia delle due gemelline figlie di Stefano e Giulia D’Errico si è risolta – da un punto di vista clinico – solo pochi mesi fa, grazie a un trapianto di cellule staminali emopolietiche dal loro fratellino, arrivato al termine di una lunga e travagliata esperienza. Essendo infatti sia la mamma che il papà portatori sani di talassemia per riuscire ad avere un fratellino sano (e poter quindi procedere con il trapianto), i genitori sono dovuti ricorrere alla fecondazione assistita, e per farlo hanno dovuto affrontare una lunga serie di viaggi della speranza, in Turchia e in Grecia, dal momento che questa pratica (indispensabile per poter dare una speranza alle bambine) in Italia è, unico paese in occidente, vietata, per la contestata legge 40.

E non è stata un’esperienza facile, che ha richiesto anche grossi sforzi economici. Ma dopo molti tentativi finalmente l’arrivo di un fratellino prima, e il trapianto poi, per riportare un po’ di serenità nella famiglia. Si chiudeva così una vicenda difficile (per usare un eufemismo) iniziata nel 2004, con la nascita delle due gemelline che, come si scoprì dopo poco, erano affette da talassemia. Una sorpresa scioccante per i genitori: il padre sapeva di essere portatore sano, e per questo la moglie si era sottoposta a un esame specifico che, però, aveva escluso che anche la donna ne fosse portatrice. Da qui l’avvio della battaglia legale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca