Italia
«Meglio le primarie del sondaggio»
L’analisi del consigliere indipendente Sartoni sul cammino del centrodestra in vista delle amministrative del 2014
MONTECATINI. Primarie del centrodestra sì o no? Alessandro Sartoni, consigliere di opposizione nelle file del Pdl anche se, come da lui più volte affermato, indipendente e slegato dai meccanismi di partito, non boccia l’idea lanciata dal coordinatore provinciale Pdl Alberto La Penna. Ma a non esclude scenari che possano andare al di là dei tradizionali schieramenti.
Le primarie possomo essere prese in considerazione per trovare un candidato di comune gradimento per le forze di destra e centrodestra?
«Le primarie sono preferibili al sondaggio, ma c’è da valutare se il “recinto” debba essere quello, più ampio o addirittura diverso. Poi non è detto che un candidato scelto attraverso le primarie sia elettoralmente migliore di uno scelto in modo diverso: la frittata fatta dal Pd con la scelta di Bersani mi pare evidente. È pure discutibile che un candidato ottimo per prendere voti sia eccellente poi come amministratore. Sarebbe importante individuare un buon sindaco oltre che un buon candidato».
Ma allora, è possibile o no per il centrodestra ritrovare l’unità in vista delle amministrative 2014?
«Ho seguito il dibattito che finora mi ha interessato poco, in quanto mi era parsa una vicenda interna a un partito, anche piuttosto vivace. Ora che si auspicano da una parte primarie di coalizione e dall’altra la partenza da un progetto per la città, direi che le bocce non sono ferme. Chi è alternativo alla sinistra dovrà fare ogni sforzo per avanzare una proposta di governo seria anche se, in questa area, ci sono persone, storie e idee difficilmente compatibili».
Fiore (La Destra) l’ha invitata a prendere parte a un progetto politico senza etichette finalizzato al bene comune.
«Beppe è un caro amico al quale sono legato, nonostante il nostro percorso politico ormai da una decina d’anni non sia più comune. Forse sono l’unico esponente “riconoscibile” di centrodestra senza etichette, in quanto non ho tessere di partito e non intendo averle, e indubbiamente il bene comune sta a cuore a me quanto a lui. Ci sarà modo e tempo per parlare con lui e con tutti coloro che intendono superare certe logiche ritrite».
Tra An da una parte e Forza Italia dall’altra chi sceglierebbe, considerato che non è iscritto a nessun partito?
«Sfuggo a questo giochino da ombrellone: non è detto che debba scegliere fra questi due partiti. An è stata disastrata da scelte politiche demenziali di una classe dirigente che non vedeva oltre il suo naso, il tentativo di ricostituirla come sommatoria di gruppi assortiti mi pare tardivo e di poca utilità. Forza Italia sarà il solito partito Silvione-dipendente, niente di nuovo in entrambi i casi».
Ma ci sono le liste civiche. Si dice che lei stia lavorando per crearne una.
«Se si creeranno le condizioni giuste in un ambito di chiarezza e serietà non faro’ mancare il mio sostegno a un candidato a sindaco alternativo al centrosinistra. Se vedrò poca chiarezza, poca serietà, persone che disistimo all’opera, starò serenamente a guardare».
In che modo la gente comune potrebbe essere coinvolta?
«La città è stanca della politica-partitica e dell’amministrazione pubblica. I cittadini hanno vari strumenti per organizzare le loro idee, per partecipare ai momenti decisionali pre-elettorali e nessuno (almeno spero) chiude loro le porte in faccia. Anzi, ci sarebbe davvero bisogno di gente capace e di qualità disposta a mettersi in gioco per il bene comune».
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