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Tamerici, un dubbio sui privati

La proposta bocciata da Raffaelli è stata però ripescata da Sassoli

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MONTECATINI. Non è ancora una bocciatura definitiva quella arrivata dalle Terme agli investitori che vorrebbero ristrutturare e rilanciare lo stabilimento Tamerici. Dopo le parole di Fabrizio Raffaelli (amministratore unico dell’azienda di viale Verdi, proprietaria dell’immobile), che in commissione società partecipate aveva detto: «Ci è stato proposto un investimento fine a se stesso, con un canone annuo minimo, mentre l’obiettivo è portare a reddito gli stabilimenti», ieri gli intermediari del gruppo interessato sono tornati alla carica, coinvolgendo anche il consulente Giancarlo Sassoli, l’uomo delle Terme che più direttamente è legato alla Regione.

Dall’incontro pare che la trattativa, che sembrava definitivamente naufragata, possa essere ripresa e le parti si sono date un nuovo appuntamento per la prima metà di settembre (quando sarà riaffrontata anche la proposta pervenuta da parte della società Aqvasport di Brescia per la trasformazione in un parco ludico-termale della Salute) Il progetto delle Tamerici, presentato da un’imprenditrice toscana disposta anche ad accollarsi il restauro conservativo delle facciate, riguarda la trasformazione dello stabilimento in una galleria dedicata ad arte, design, fotografia, architettura e ristoro. Le Tamerici diventerebbero perciò un luogo difficilmente etichettabile, con interessi multidirezionali tra shopping, cultura, musica ed enogastronomia. Un’esperienza a 360 gradi di benessere totale e sicuramente un punto di ritrovo in costante evoluzione.

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