Il dolore
Elettrosmog: da Asl e Arpat ancora nessuna risposta
MONSUMMANO. Usl e Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, non si sono ancora pronunciate. E non si sa neppure se mai lo faranno. A distanza di quasi due mesi dalla lettera inviata...
MONSUMMANO. Usl e Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, non si sono ancora pronunciate. E non si sa neppure se mai lo faranno. A distanza di quasi due mesi dalla lettera inviata dal sindaco Rinaldo Vanni tutto tace.
La vicenda è quella dei rischi dovuti all’esposizione ai campi elettromagnetici, propagati dalle varie stazioni radio base installate in città. Sul caso era intervenuto Sergio Miglianti, medico di base ed ex candidato a sindaco (ora capogruppo di opposizione) per la lista civica “Noi per la gente”. Il dottore, con ambulatorio in via Battisti (che si trova tra le antenne dello stadio “Strulli” e delle vicine Poste), «senza creare alcun tipo di allarmismo», come lui stesso affermava, negli ultimi sei mesi aveva notato nei suoi pazienti una maggiore frequenza di malattie tiroidee e di neoplasie cerebrali maligne. Con tre casi registrati di glioblastoma (il tumore al sistema nervoso) «patologia che in 29 anni di servizio qui in via Battisti non avevo mai riscontrato», diceva Miglianti.
La preoccupazione principale era che queste malattie si potessero legare in qualche modo all’inquinamento elettromagnetico che, spiegava il medico. Non ci sono naturalmente dati scientifici e spiegazioni certe. Ma, all’indomani dell’intervento del professionista, il sindaco di Monsummano si era subito attivato per avere delle risposte. E si era proprio rivolto all’Usl e all’Arpat, oltre che all’Ordine dei Medici di Pistoia, per verificare le supposizioni di Miglianti e approfondire l’argomento in nome della tutela pubblica, anche in qualità di autorità sanitaria del Comune. Come detto di risposte, per ora, nessuno le ha ricevute.
«Sicuramente credo i due enti che stiano facendo le loro valutazioni – dice Vanni ritornando – anche se noi stessi abbiamo verificato i valori emessi dalle onde elettromagnetiche sul territorio, che sono tutti nella norma. E poi non sappiamo cosa Usl e Arpat possano dire di più degli studi scientifici che sono attualmente noti. Non vorrei che il medico abbia un po’ cavalcato l’onda, se così fosse si tratta di un caso di “procurato allarme”, che è perseguibile anche penalmente. Io questa situazione per il bene della città la vorrei escludere».
Restano comunque dei dubbi intorno a un tema controverso e poco chiaro. Se l’autorità sanitaria locale e l’agenzia per l’ambiente dicessero finalmente la loro, tutto (forse) tornerebbe al suo posto. In un caso o nell’altro. Anche perché qui di mezzo non c’è la preoccupazione delle persone, di chi utilizza i telefoni cellulari e di chi ha la propria abitazione nelle vicinanze di un ripetitore. (lu.si.)
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