Italia
E le assunzioni sono crollate ovunque
C’è un problema in più: a causa della crisi del turismo e degli hotel molti stagionali sono a casa
MONTECATINI. Se girate – per caso – per le strade di Rimini (capitale italiana del turismo coi i suoi 900 alberghi solo nel territorio comunale) rimanete colpiti da alcuni manifesti.
Sono quelli fatti attaccare dal Caf della Cgil che avverte i lavoratori in caso di bisogno di presentarsi ai centri di assistenza fiscale per farsi spiegare bene cosa è diventata l’indennità di disoccupazione stagionale, dopo la riforma Fornero.
Un provvedimento che, a livello nazionale, ha già fatto discutere in quanto prevede che l’indennità spetti per il massimo di un anno ma solo se non è stata percepita negli ultimi due anni.
Altrimenti si rimarrà a bocca asciutta.
Se quest’anno è il primo della riforma in vigore e nessuno avrà accumulato indennità Aspi, dal prossimo anno le cose potrebbero complicarsi.
Per richiederla servono 52 settimane di contributi. L’Aspi verrà corrisposta per un periodo massimo di 8 mesi (12 solo per chi supera i 50 anni) con le stesse modalità del MiniAspi. Sia per richiedere l’Aspi che la MiniASpi, è necessario recarsi al centro per l’impiego per offrire l’immediata disponibilità alla rioccupazione.
Insomma non sembrano le cose così chiare. E già la scorsa estate ci fu chi sollevò il problema.
Soprattutto alla luce del fatto che la crisi del turismo ha lasciato a casa tantissimi stagionali.
Si calcola che nella sola riviera romagnola un 30% degli stagionali non è stato chiamato al lavoro.
Per molti di loro c’è il lavoro a chiamata (magari per il weekend, quando le spiagge si riempiono comunque di turisti), ma non è sufficiente per avere i requisiti per ottenere l’indennità a fine stagione.
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