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Disoccupazione stagionale a rischio

Disoccupazione stagionale a rischio

Cambiano i criteri secondo la legge Fornero. Servono più giornate lavorative per avere diritto all’indennità

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MONTECATINI. Vecchia indennità di disoccupazione (stagionale) addio, arriva l’Aspi di forneriana (nel senso del ministro Fornero) fattura.

Una nuova dicitura che cambia e non poco la normativa sull’indennizzo a chi ha perso il lavoro oppure lo ha solo stagionale, in cui molte persone si sono imbattute in questo periodo andando a far richiesta di disoccupazione.

I cambiamenti più sostanziali sono per i lavoratori stagionali che, non solo devono fare i conti con le difficoltà di settori con grossi cali di occupazione nella nostra provincia come il turismo (che ha fatto segnare un -20% nel solo mese di giugno fra le presenze italiane nella sola Montecatini ), ma si trovano alle prese con la nuova MiniAspi al posto della vecchia disoccupazione a requisiti ridotti cioè stagionale. MINI ASPI. Se in zone d’Italia ad alto tasso di occupazione stagionale, come la Riviera Romagnola ad esempio, i patronati dei sindacati si sono già mossi per dare delucidazioni e rispondere ai problemi che porgono i lavoratori, ad essere interessati sono anche altri settori di lavoro stagionale come l’agricolo e il vivaistico.

Come l’Aspi, anche del MiniAspi hanno diritto apprendisti, dipendenti pubblici a termine, artisti, soci di cooperativa oltre ai lavoratori dipendenti del settore privato e in questo le maglie sono molto più larghe della vecchia disoccupazione a requisiti ridotti.

Dove invece il provvedimento va a restringere è il requisito minimo (ma ben più alto del passato) di 13 settimane di contributi nell’ultimo anno (anche mobili), corrispettivo di 91 giorni contro i 78 (poco meno di tre mesi) richiesti con la vecchia indennità stagionale.

Altra novità sostanziale è quando va presentata, cioè entro 60 giorni dalla perdita involontaria dell’occupazione mentre prima si poteva far domanda dal 1 gennaio al 31 marzo dell’anno successivo (solo per il 2013 varrà ancora questo termine).

La retribuzione è ottenuta calcolando la media dei due anni precedenti la fine del rapporto di lavoro.

L’Inps pagherà il 75% della retribuzione fino a € 1.180 mensili, cui aggiungere un altro 25% della retribuzione in caso si superi tale somma. Ha una durata pari alla metà delle settimane di contribuzione, a differenza del massimo di 180 giorni (ovvero 6 mesi) che poteva durare la vecchia indennità.

ASPI. Gli stessi criteri di presentazione della domanda (entro 2 mesi dalla perdita del lavoro) servono per chiedere quella che fino al 2012 si chiamava disoccupazione ordinaria.

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