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Comitato culturale antifascista anche in Valdinievole

PESCIA. Chi l’ha detto che parlare di fascismo e comunismo è oramai obsoleto? Gli anni Settanta non sembrano poi così lontani. Almeno in Valdinievole, dove un gruppo di giovani sta progettando di dar...

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PESCIA. Chi l’ha detto che parlare di fascismo e comunismo è oramai obsoleto? Gli anni Settanta non sembrano poi così lontani. Almeno in Valdinievole, dove un gruppo di giovani sta progettando di dar vita ad un comitato antifascista. All’interno della Fabbrica dell’Ossi di Pescia si è svolta una riunione durante la quale si è parlato delle prime iniziative che il nascente comitato vuol portare avanti. L’idea di dar vita ad un comitato antifascista nasce dai componenti di una squadra di calcio, la Lokomotiv di Pietreto. La proposta iniziale era quella di organizzare un’iniziativa, sulla falsariga delle giornate tenutesi alcuni anni fa a Ponte e a Margine dedicate alle “Culture antifasciste”, nate in risposta alla festa organizzata ogni anno dalla destra di Ponte. Dall’idea dell’iniziativa si è poi passati a quella del comitato.

Il perché della nascita di un comitato antifascista oggi è da ricercare in un evento recente: l’apertura della sede di Casapound a Pescia, un’organizzazione da anni attiva all’interno del territorio comunale e riconducibile agli ideali di quella che fu la destra sociale.

«Il comitato – spiega Mauro Chiavacci della Lokomotiv – è nato dopo una riunione della squadra durante la quale abbiamo deciso di indire un’assemblea allargata a chiunque volesse partecipare. Per ora hanno aderito Lucignolo, l’associazione per la pace Irene, privati cittadini e i giovani comunisti». Sebbene Casapoud non possa esser definita un’organizzazione fascista e sebbene molti dei principi guida, come l’opposizione al capitalismo e la promozione di uno stato sociale, si sposino con quelli portati avanti da larga parte della sinistra, non si possono negare i legami che il gruppo ha con la cultura dell’estrema destra. Fu lo stesso leader dell’organizzazione a definire poco tempo fa i suoi appartenenti “fascisti del terzo millennio” ed è strenua l’opposizione che tale associazione porta avanti nei confronti degli stranieri. «La paura – spiega ancora Mauro – è quella che ci sia una deriva fascista nel nostro territorio. Vogliamo opporci a questo rischio». Il nuovo movimento è aperto a chiunque voglia dare il suo contributo.

Francesca Maltagliati

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