Proteste
Il centrodestra non c’è più è inutile fare le primarie
Giuseppe Fiore, segretario provinciale della Destra, propone un coordinamento senza etichette per le prossime amministrative. «Prima serve un progetto»
MONTECATINI. Un progetto politico senza etichette per le amministrative 2014. Lo lancia Giuseppe Fiore, segretario provinciale della Destra, respingendo l’invito del coordinatore del Pdl Alberto Lapenna a dar vita alle primarie di coalizione per ritrovare l’unità nel centrodestra.
Da cosa nasce la sua proposta?
«Dalla consapevolezza che al momento non esiste un’alleanza del centrodestra, né a livello territoriale né nazionale. L’unica coalizione in essere è quella al Governo, tra Pd e Pdl. Trovo perciò prematuro andare a cercare un candidato a sindaco comune: non si può programmare partendo dalla coda. La prima cosa da fare è avviare un progetto, invitando a partecipare tutti coloro che non si riconoscono nella giunta Bellandi».
Chi ha in mente?
«Partiamo dal presupposto che Berlusconi ha annunciato per settembre la nascita di Forza Italia e che la Destra, a livello nazionale, sta lavorando per riavviare Alleanza Nazionale. Il Pdl è perciò un partito in via di estinzione. Arrivo ai nomi: Alessandro Sartoni, che non è iscritto al Pdl, sicuramente non aderirà a Forza Italia mentre è probabile che possa accettare di entrare in An. Andrea Quaranta cosa farà? E Claudio Del Rosso, che si è appena smarcato dalle “telefonarie” Pdl? E poi penso a Riccardo Sensi, purché non si presenti con l’idea di fare il sindaco per forza; a Sandro Schiavelli; alle associazioni di volontariato. Sono pronto a riunirli al medesimo tavolo, coinvolgendo anche persone nuove. Non possiamo correre il rischio di giocare una partita a spalti vuoti».
Lei sarà il candidato a sindaco più probabile.
«Dobbiamo smetterla con la politica delle poltrone che dà tutto per scontato. Il nome del papabile dovrà venire fuori dal confronto di più forze. Il denominatore unico deve essere la volontà di rilanciare la città e il territorio. Prima un progetto, poi i candidati. Il prossimo anno voteremo anche per le Europee e le Provinciali. Qualcuno mi spieghi poi perché si parla solo di Montecatini: gli altri Comuni non interessano a nessuno? Cosa accadrà a Pescia, che rappresenta una delle pagine più tristi della storia del centrodestra? Nessuno ne parla, l’unico appello viene fatto per le primarie a Montecatini. Qualcosa non quadra»
È pronto a lasciare la Destra per la nuova An?
«Non è una scelta mia. Si tratta di un percorso che è già stato intrapreso a livello nazionale. Sono reduce dal raduno del comitato centrale convocato a Orvieto da Francesco Storace. C’è unità di intenti non solo da parte della Destra ma anche della Fiamma Tricolore e di altre forze di provenienza Msi. L’obiettivo è ritrovare l’unità. In un mondo politico che si sta evolvendo in fretta, non ha dunque senso parlare di primarie di coalizione a Montecatini. A settembre, quando nascerà Forza Italia, il coordinatore sarà comunque Lapenna? Quale scenario ci attende? Creare una situazione rigida non è la scelta giusta».
E Montecatini come può uscire dall’impasse?
«Dicendo basta alla logica delle poltrone. Dobbiamo cominciare a pensare al bene comune. Se il Pancioli Group, che è stato per decenni il faro della città, è in crisi, domandiamoci in quale situazione si trovano imprenditori più piccoli. Occorre ribellarsi ai meccanismi di vecchia maniera. La gente ha già provato sia il centrodestra che il centrosinistra. Ora ha bisogno di certezze che esulino dalle etichette politiche».
Giovanna La Porta
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