Proteste
«Ci avevano assicurato: niente dirigenti»
Sindacati furiosi per il bando di concorso dopo che avevano accettato i contratti di solidarietà
MONTECATINI. «Meno di un mese fa ci era stato detto che in azienda non sarebbe arrivato alcun nuovo dirigente, ora le Terme fanno un bando per assumerne uno: noi non ci stiamo e non saranno anche stavolta i lavoratori a pagare». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil prendono una netta posizione sulla vicenda del concorso per l’assunzione di una figura di dirigente amministrativo ed esprimono il loro “sconcerto riguardo a tale manovra”.
«In data 26 giugno – si legge in una nota firmata dalle segreterie provinciali delle tre organizzazioni sindacali – l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli (nella foto, ndr) aveva dichiarato alle Rsa riunite che non ci sarebbe stato posto in azienda per l’inserimento di nuovi dirigenti. Dopo nemmeno due settimane questa dichiarazione viene contraddetta».
«A parte la perplessità, visto che ancora, per l’ennesima volta, siamo costretti ad apprendere le notizie dai giornali – prosegue il comunicato stampa – riteniamo offensivo nei confronti dei lavoratori continuare a parlare di azienda in crisi e di soluzioni come il contratto di solidarietà che sarebbero necessarie per il rilancio. Un’azienda in crisi, infatti, non istituisce bandi per cercare dirigenti in un momento in cui si parla di tagli e sacrifici. I lavoratori si sono detti pronti ai sacrifici e il sindacato si è fatto portavoce dei lavoratori con l’azienda affermando che, prima di togliere, si cercasse con ostinazione di tagliare ogni spreco e che alla base ci fosse assoluta equità. Invece purtroppo sembra che a pagare ancora una volta siano i più deboli».
Quindi l’affondo conclusivo: «Diciamo un forte “no” a questa operazione che non produce nessun tipo di beneficio economico e anzi contribuisce a creare un divario tra i lavoratori e il gruppo dirigente». E non si tratta di un “no” sul quale si possa passare sopra tanto facilmente, visto che in questo caso a rischio c’è l’intero impianto costruito dall’azienda per ottenere l’ossigeno per la sua stessa sopravvivenza: l’aumento di capitale da sei milioni da parte della Regione. Ed è a rischio perché il faticoso accordo raggiunto tra società e organizzazioni sindacali, richiesto dal governatore Enrico Rossi come condizione per deliberare la ricapitalizzazione, potrebbe saltare proprio nel caso dell’assunzione del nuovo dirigente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
