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«Anche noi siamo danneggiati»

Ambulanti contro il connazionale: «No alle reazioni violente»

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MONTECATINI. «Siamo noi i primi ad essere danneggiati. Noi che siamo in possesso di regolare licenza di ambulanti e che, alla fine, veniamo coinvolti in questi episodi di violenza. Quel giovane lo conosciamo, ma non è di qui. Lui viene da Prato. Vendendo a casa nostra quella merce loro danneggiano anche i nostri affari. Io condanno quanto è successo, la mia solidarietà va a Cotugno, che conosco. È un vigile per bene». Assane Gueye, da tutti conosciuti come Alessandro, è in piazzale Leopoldo dopo l’aggressione all’ispettore dei vigili. Lui è considerato il “capo” dei venditori senegalesi che risiedono in città. «Ma io non sono il capo di nessuno – precisa Alessandro – ognuno risponde di se stesso». Ma, insomma, è un po’ il portavoce della comunità. Ha 55 anni e risiede a Montecatini da 22 anni, e qui vive con la sua numerosa famiglia composta da moglie, figli e fratelli. Accanto a lui c’è un altro ambulante che, nella stessa mattinata, aveva subito un sequestro di merce. Forse proprio uno di quelli (di cui scriviamo nell’articolo in alto) fianco) per cui era scattata la “solidarietà” dei clienti del mercato. «Quando le due vigilesse mi hanno sequestrato la merce, io non ho fatto come quello lì, non ho alzato le mani, non ho reagito. Noi non facciamo così, siamo pacifici».

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