Sicurezza
La giunta rinvia l’adozione della Tares
Il consiglio comunale di ieri avrebbe dovuto approvare il regolamento e le (salate) tariffe, ma sposta tutto a fine luglio
MONTECATINI. Il consigliere Moreno Mencarelli ci aveva sperato fino all’ultimo e su Facebook aveva scritto: «È in atto un suicidio politico assistito, speriamo che la notte porti consiglio». E così pare che sia avvenuto, visto che in dirittura d’arrivo la giunta ha ritirato dall’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri sera i tre punti relativi alla Tares, il nuovo tributo sulla gestione dei rifiuti.
La tassa, in vigore dal primo gennaio, consiste in un’imposta calcolata sulla superficie dell’immobile di riferimento, sul numero dei residenti, l’uso, la tipologia e la produzione media dei rifiuti. Questa metodologia di calcolo, determinata dal legislatore nazionale potrà produrre un considerevole aumento rispetto al passato, soprattutto per quelle tipologie di attività produttive particolarmente importanti per l’economia termale.
«Le realtà familiari e produttive – scrive in una nota l’amministrazione comunale – si troveranno per la prima volta di fronte a una realtà nuova. Pertanto comprendiamo le preoccupazioni delle associazioni di categoria. Ieri sera (oggi per chi legge ndr) era calendarizzata in consiglio l’approvazione del regolamento Tares, ma abbiamo ritenuto doveroso rinviare la votazione di tali provvedimenti a fine luglio, per garantire al sistema economico e produttivo la percezione di un’amministrazione aperta all’ascolto e al confronto. Questo rinvio, purtroppo, non cancellerà una norma nazionale che determinerà consistenti aumenti, ma aiuterà sicuramente la città a restare unita di fronte alla dura sfida di una crisi economica senza precedenti».
E sulla Tares si registra anche l’intervento dell’Apam, che ieri si è riunita in assemblea proprio per discutere sulla nuova tariffa: «Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio del rinvio della votazione del provvedimento – scrive la presidente Francesca Taddei – e riteniamo che sia stato necessario per dare modo di analizzare dettagliatamente la proposta del Comune che, per quanto presentato al momento, non ci pare rispondere ai criteri di razionalità fondati su fatti o situazioni effettivamente indicativi della globale attitudine a produrre rifiuti delle singole categorie. Dall’assemblea è emersa una forte critica rispetto agli aumenti, ritenuti ingiustificati perché non rispondenti all’effettiva produttività dei rifiuti da parte delle strutture alberghiere. Le mutate condizioni di servizio (in prevalenza b&b) e la diminuzione delle presenze non possono trovare corrispondenza negli indici di produttività dei rifiuti per la categoria alberghiera, risalenti a un decreto del 1999».
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