Toscana
«Sacrifici solo per i dipendenti? Allora facciamo saltare l’accordo»
MONTECATINI. Lo aveva detto al momento della firma e lo ripete adesso: «La nostra non è una cambiale in bianco concessa alle Terme». E, quel che è peggio, Aniello Montuolo (segretario provinciale...
MONTECATINI. Lo aveva detto al momento della firma e lo ripete adesso: «La nostra non è una cambiale in bianco concessa alle Terme». E, quel che è peggio, Aniello Montuolo (segretario provinciale della Fisascat Cisl) lascia intendere (neppure troppo velatamente) che adesso a rischio c’è l’intero impianto costruito dall’azienda per ottenere l’ossigeno per la sua stessa sopravvivenza: l’aumento di capitale da sei milioni da parte della Regione. Ed è a rischio perché il faticoso accordo raggiunto tra società e organizzazioni sindacali, richiesto dal governatore Enrico Rossi come condizione per deliberare la ricapitalizzazione, potrebbe saltare nel caso dell’assunzione di un nuovo dirigente e a causa dello stipendio da top manager (quasi 600mila euro per portare a termine, in qualità di direttore, i lavori al cantiere delle Leopoldine) dell’architetto Fabrizio Rossi Prodi e del suo studio (in totale uno staff composto da sette persone). «Ho firmato il verbale – dice Montuolo – ma non mi impegnerò oltre se i sacrifici li dovranno fare solo i dipendenti e non anche i dirigenti e i consulenti esterni. Siamo alla storia di sempre, aggravata da una situazione che vede una società in forte crisi debitoria».
Quindi parte l’affondo. «Non sono assolutamente d’accordo con quanto sta accadendo alle Terme. Se andrà avanti la procedura di assunzione di un dirigente mi dichiarerò contrario a intraprendere qualsiasi tipo di percorso sul quale ci eravamo tutti impegnati. Qui non stiamo parlando di assumere un altro (necessario) stagionale, ma un dirigente, che oltretutto costerà diversi soldi. Sono deluso e arrabbiato da questo comportamento da parte della società: in queste condizioni la Fisascat Cisl non è disposta ad andare avanti».
«Non è questo il modo di affrontare i problemi – conclude Montuolo – e se ci si possono permettere un nuovo dirigente e uno stipendio così alto per un consulente, allora viene da pensare che l’azienda non sia davvero con l’acqua alla gola come ci è stato prospettato. Il mio non è un ragionamento personalistico, ma resto fortemente contrario a questo tipo di percorso. E se è vero che la società ha il diritto di farlo, che poi però non venga a chiedere un sacrificio da parte dei lavoratori: noi non ci staremo».
(d.m.)
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